USN | EXPO 2014 \\ “CONTATTO FORZATO” DI SARTORI IN ANTEPRIMA PER LA SARDEGNA

“Contatto forzato” di Daniele Sartori aprirà la serata di venerdì 5 dicembre della nuova edizione di Uno Sguardo Normale | Expo. Il cortometraggio dell’artista veneziano sarà presentato in anteprima fuori concorso per la Sardegna all’Hostel Marina di Cagliari. “Contatto forzato” narra la vicenda di due soldati catturati dai partigiani sul finire della Seconda guerra mondiale. La storia si snoda all’interno di un centro di riconoscimento di prigionieri di guerra dove il tenente Graziani è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il soldato Hagermann, catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità. Una vita in ballo per qualcosa da nascondere. I due protagonisti sono interpretati da Alberto Onofrietti e Diego Facciotti. Andrea Pizzalis, Roger Mazzeo, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon, Guido Laurjni e Davide Strava completano il cast di una storia intensa e drammatica.

La proiezione di “Contatto forzato” a Cagliari è prevista per venerdì 5 dicembre 2014 alle ore 20 presso presso l’Hostel Marina (Scalette San Sepolcro), l’ingresso è gratuito con tessera ARC-ARCinema FICC 2014/15.

CONTATTO FORZATO TEASER

“L’ambiguità di Contatto forzato è l’arma vincente di una sceneggiatura calibrata e senza sbavature e di un team di persone in stato di grazia – in primis il supervisore artistico Ivan Stefanutti, il direttore della fotografia Flavio Zattera e la musicista Marina Penzo – che fanno di questo corto un gioiello, curato in ogni particolare e denso di significato. Un significato che si esalta soprattutto nel rapporto profondo e autentico che si viene a creare fra i due protagonisti, legati – non a caso la corda è un elemento visivo costante, dalle evidenti valenze simboliche – da un senso di complicità e di umana pietas, che permette di attenuare il dolore e lo scoramento. Pur accomunati dal caso, i due protagonisti – ritratti in più occasioni in pose sensuali, di plastica bellezza, ravvivata da una luce caravaggesca – trovano infatti assieme il coraggio per superare quel momento tremendo; merito delle parole ma anche del contatto fisico perché talora, grazie ad esso, anche se “forzato”, tocchiamo un angelo, destinato magari ad aiutarci nella nostra risalita.Vincenzo Patanè.

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