#OFF2014: “CONTATTO FORZATO” DI SARTORI A NAPOLI PER LA SETTIMA EDIZIONE DI OMOVIES

Venerdì 12 dicembre “Contatto forzato” del Regista Daniele Sartori sarà presentato fuori concorso alla settima edizione di Omovies a Napoli. Omovies è il Festival di Cinema LGBT e Questioning Partenopeo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale I Ken ONLUS, è stato ideato da Carlo Cremona e Marco Taglialatela, di cui sono soci fondatori, e quest’anno si svolgerà dal 9 al 13 dicembre presso l’Institut Français di Napoli. “I miei video vengono iscritti a pochissime rassegne, generalmente preferisco la rete, ma è sempre un piacere essere ospitato a un Festival così importante – afferma Sartori – Tornare a Napoli, dove L’Appuntamento vinse sei premi, è un po’ come tornare a casa.”

CONTATTO FORZATO - SARTORI

“Contatto forzato” racconta la vicenda di due soldati, un italiano e un tedesco (interpretati da Alberto Onofrietti e Diego Facciotti) catturati dai partigiani sul finire della Seconda guerra mondiale. La storia si snoda all’interno di un centro di riconoscimento di prigionieri di guerra dove il tenente Graziani è accusato ingiustamente d’aver ordinato una strage di civili. Solo il soldato Hagermann può scagionarlo ma una promessa da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità. “Nel puzzle che compone il quadro narrativo – dice il regista- ho volutamente tolto un tassello per lasciare più libertà d’interpretazione allo spettatore. Il finale si può quindi leggere in numerosi modi, compreso quello queer.” Oltre ai protagonisti Onofrietti e Facciotti, fanno parte del cast Roger Mazzeo, Andrea Pizzalis, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon, Davide Strava e Guido Laurjni. Hanno affiancato Sartori, il Regista Ivan Stefanutti, il Direttore della Fotografia Flavio Zattera, il Fonico Enrico Lenarduzzi, Anna Lazzarini, Mauro Tuveri, Cristina Morello, Damiano Bertazzo, Remo Buosi, Massimiliano Giunta, Studio Magoga, Equipe Sartoria Storica di Ferrara e Marina Penzo che ha composto la suggestiva colonna sonora.

La presentazione di “Contatto forzato” a Napoli è prevista per venerdì 12 dicembre 2014 alle ore 19.30 presso l’Institut français in via Crispi 86, l’ingresso è gratuito.

©Marta Doardo

LINKS:

Website OMOVIES

Website Institut Français Napoli

Website “Contatto forzato”

Annunci

USN | EXPO 2014 \\ “CONTATTO FORZATO” DI SARTORI IN ANTEPRIMA PER LA SARDEGNA

“Contatto forzato” di Daniele Sartori aprirà la serata di venerdì 5 dicembre della nuova edizione di Uno Sguardo Normale | Expo. Il cortometraggio dell’artista veneziano sarà presentato in anteprima fuori concorso per la Sardegna all’Hostel Marina di Cagliari. “Contatto forzato” narra la vicenda di due soldati catturati dai partigiani sul finire della Seconda guerra mondiale. La storia si snoda all’interno di un centro di riconoscimento di prigionieri di guerra dove il tenente Graziani è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il soldato Hagermann, catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità. Una vita in ballo per qualcosa da nascondere. I due protagonisti sono interpretati da Alberto Onofrietti e Diego Facciotti. Andrea Pizzalis, Roger Mazzeo, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon, Guido Laurjni e Davide Strava completano il cast di una storia intensa e drammatica.

La proiezione di “Contatto forzato” a Cagliari è prevista per venerdì 5 dicembre 2014 alle ore 20 presso presso l’Hostel Marina (Scalette San Sepolcro), l’ingresso è gratuito con tessera ARC-ARCinema FICC 2014/15.

CONTATTO FORZATO TEASER

“L’ambiguità di Contatto forzato è l’arma vincente di una sceneggiatura calibrata e senza sbavature e di un team di persone in stato di grazia – in primis il supervisore artistico Ivan Stefanutti, il direttore della fotografia Flavio Zattera e la musicista Marina Penzo – che fanno di questo corto un gioiello, curato in ogni particolare e denso di significato. Un significato che si esalta soprattutto nel rapporto profondo e autentico che si viene a creare fra i due protagonisti, legati – non a caso la corda è un elemento visivo costante, dalle evidenti valenze simboliche – da un senso di complicità e di umana pietas, che permette di attenuare il dolore e lo scoramento. Pur accomunati dal caso, i due protagonisti – ritratti in più occasioni in pose sensuali, di plastica bellezza, ravvivata da una luce caravaggesca – trovano infatti assieme il coraggio per superare quel momento tremendo; merito delle parole ma anche del contatto fisico perché talora, grazie ad esso, anche se “forzato”, tocchiamo un angelo, destinato magari ad aiutarci nella nostra risalita.Vincenzo Patanè.

Website USN|Expo 2014

Website Contatto Forzato

FOCUS ON DANIELE SARTORI. IL CANDIANI DEDICA UNA RETROSPETTIVA AL REGISTA VENEZIANO.

Mercoledì 26 novembre 2014 il Centro Culturale Candiani di Mestre, in collaborazione con l’ Ass. Cult. Mismomatic e Segnoperenne, presenta “Focus on Daniele Sartori”, una breve retrospettiva dedicata ai corti queer più interessanti dell’artista veneziano. A partire dalle ore 18.30, presso la Sala Conferenze al IV° piano, saranno proiettati “L’appuntamento”, “Doris Ortiz”, “What about Alice?” e il nuovo “Contatto forzato”, girato interamente a Forte Carpenedo. L’evento è curato dall’Artista Adolfina De Stefani, la presentazione critica è affidata a Gaetano Salerno e in sala interverranno il cast artistico e tecnico delle opere. La durata della proiezione è di 70 min. c.a., l’ingresso è libero. Il Centro Culturale Candiani  è in Piazzale Candiani 7 a Venezia Mestre.  Telefono 041-2386111. Mail candiani@comune.venezia.it

cortometraggio L'appuntamentoDoris Ortiz PosterW.a.A ?LOCANDINA CONTATTO FORZATO REGIA DANIELE SARTORI“Ne L’Appuntamento, Sartori ha diretto con padronanza i bravissimi attori e ci ha presentato una storia che, muovendosi in un ambito noir ricco di suspense, ha offerto una possibilità di riflessione allo spettatore. Infatti, realizza una messinscena che, pur lontana dalla pratica effetiva della psicoanalisi, ci svela come il vero oggetto del desiderio del protagonista non è quello che lui consapevolmente crede, ma quello che emerge dal suo inconscio.” (Mediateca S. Sofia, Napoli. Miglior cortometraggio Festival Omovies 2010)

“Un film surreale lungo uno shock continuo, capace di destare allo spettatore interesse e forse anche disagio, in una visione che non lascia mai indifferenti. Esattamente agli antipodi del lavoro precedente, Doris Ortiz svela la natura eclettica di un regista che dimostra di essere a suo agio con materiali ustionanti.” (Adriano De Grandis, Critico Cinematografico)

“…venti minuti di allucinazione, un montaggio che non da tregua, una visione volutamente disturbante che non lascia scampo. Come sempre bravissimi Andrea Pizzalis e Giuseppe Sartori. Doris Ortiz è un cortometraggio d’autore difficile da dimenticare.” (Nicola Rubini, Critico Cinematografico)

What about Alice? è un videoart che non chiede allo spettatore di pensare ma solo di lasciarsi andare nel gorgo straripante delle immagini, collegate da un montaggio spezzettato e da una musica d’ambiente straniante, che ricorda un po’ Brian Eno. Non rimane dunque che farsi trascinare dal ritmo adrenalinico e dalla sua visionarietà ricercata, dai marcati contrasti cromatici, in cui spicca il colore rosso inteso evidentemente in un’accezione di piena sensualità e di vitalismo.” (Vincenzo Patanè, Critico Cinematografico)

“L’ambiguità di Contatto Forzato è l’arma vincente di una sceneggiatura calibrata e senza sbavature e di un team di persone in stato di grazia – in primis il supervisore artistico Ivan Stefanutti, il direttore della fotografia Flavio Zattera e la musicista Marina Penzo – che fanno di questo corto un gioiello, curato in ogni particolare e denso di significato.”  (Vincenzo Patanè, Critico Cinematografico)

Daniele Sartori, si diploma attore all’Accademia Teatrale Veneta. Numerosi sono i contributi professionali nell’ambiente del cinema indipendente veneziano e milanese. Fonda e avvia il progetto “Lost In Vauxhall” per la produzione di videoclip e short film, ambito che predilige. Avvalendosi della collaborazione del Direttore della fotografia Flavio Zattera, scrive e dirige “L’Appuntamento”, cortometraggio pluripremiato che riscuote ottimo successo, distribuito da Queer Frame, RIFF, QAF Hd. Firma gli spot del Queer Lion Award, premio collaterale della Biennale del Cinema di Venezia, a cui vi partecipa come giurato. Gira il surreale “Doris Ortiz, finalista al RIFF, che raggruppa numerosi talenti emergenti tra i quali gli attori Giuseppe Sartori e Andrea Pizzalis. Poco dopo affianca Daniele Vicari in giuria per Short in Venice e realizza “What about Alice ?”, videoart installato in numerose gallerie ed eventi artistici tra cui 3D Gallery e Sapere Aude durante Biennale Arte Venezia, Museo del Baraccano|ArteFiera BolognaMix New York, Riff Roma, Asolo Contemporary, Venice Film Meeting nei giorni della 70. Mostra del Cinema di Venezia. Presso l’Istituto Europeo di Design di Firenze, in occasione del Florence Queer Festival 2013, presenta la performance multimediale “Wonderland doesn’t exist | Stop violence” e cura in collaborazione con l’artista Adolfina De Stefani e Cristina Morello eventi e mostre collettive come Remix-Art, VideoHeart e Mail Art Lord Byron. Firma l’immagine 2013\2014 del Padova Pride Village, realizzando i videoclip dei Panama Skycrapers “Stage of life” e “I can live without you”, e crea gli effetti video dell’opera verdiana “Un ballo in maschera” diretta da Ivan Stefanutti. Scrive, produce e dirige il corto “Contatto forzato”, interpretato da Alberto Onofrietti e Diego Facciotti. Attualmente i suoi lavori sono su piattaforma web Indieflix, Vimeo VOD e RomeFilmMarket.com.

WEBSITE CANDIANI

COME ARRIVARE

WEBSITE MISMOMATIC

WEBSITE SEGNOPERENNE

WEBSITE DORS ORTIZ

WEBSITE CONTATTO FORZATO

WEBSITE L’APPUNTAMENTO

WEBSITE WHAT ABOUT ALICE?

 

 

“CONTATTO FORZATO” DI SARTORI AL XII° FLORENCE QUEER FESTIVAL

Il Regista Daniele Sartori torna con “Contatto forzato” al Florence Queer Festival, evento internazionale di cinema e queer culture diretto da Bruno Casini e Roberta Vannucci. Saranno più di trenta i titoli in programma dal 21 al 27 novembre 2014 e tra le novità un focus sui diritti umani in collaborazione con il Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Europe.

Sartori, che a Firenze ha già presentato “Doris Ortiz” e “What about Alice?”, videoarte installato presso l’Istituto Europeo di Design, quest’anno parteciperà nella sezione Videoqueer con un cortometraggio ambientato sul finire della Seconda guerra mondiale e che mira a mettere in luce il lato più fragile dell’essere umano. Alberto Onofrietti e Diego Facciotti sono gli interpreti principali con la partecipazione di Andrea Pizzalis, Roger Mazzeo, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon, Guido Laurjni e Davide Strava che completano il cast di bravissimi attori. La supervisione artistica è stata affidata al Regista Ivan Stefanutti, il Direttore della fotografia Flavio Zattera ha curato l’immagine ed Enrico Lenarduzzi il suono, infine Marina Penzo ha composto la suggestiva colonna sonora di questa breve storia girata interamente al Forte Carpenedo di Mestre.

FLORENCE QUEER FESTIVAL 2014

Alberto Onofrietti e Diego Facciotti

“In Contatto forzato Daniele Sartori evidenzia la sua non comune versatilità che lo vede capace di affrontare con uguale piglio generi estremamente differenti fra di loro, e soprattutto una sempre maggiore efficacia, frutto anche di una piena padronanza di sé e dei propri mezzi espressivi.” – scrive il Critico cinematografico Vincenzo Patanè – “Il Regista, autore anche del soggetto e della sceneggiatura, mette a fuoco un anfratto nascosto della guerra, un minuscolo ma significativo interstizio della storia, uno dei tanti poi inghiottiti e annullati da quella ufficiale.” – e ancora – “L’ambiguità di Contatto Forzato è l’arma vincente di una sceneggiatura calibrata e senza sbavature e di un team di persone in stato di grazia – in primis il supervisore artistico Ivan Stefanutti, il direttore della fotografia Flavio Zattera e la musicista Marina Penzo – che fanno di questo corto un gioiello, curato in ogni particolare e denso di significato.”

La presentazione di “Contatto forzato” al Florence Queer Festival è prevista per domenica 23 novembre 2014 alle ore 17.15 presso il Cinema Odeon di Firenze, in Piazza Strozzi 2, alla presenza del Regista. Si ringrazia la Direzione Artistica, Silvia Minelli, Susan Sabatini e Massimiliano Giunta.

WEBSITE FLORENCE QUEER FESTIVAL

WEBSITE CINEMA ODEON FIRENZE

WEBSITE CONTATTO FORZATO

CONTATTO FORZATO di Daniele Sartori | Recensione a cura del Critico cinematografico VINCENZO PATANE’

In “Contatto forzato” Daniele Sartori evidenzia la sua non comune versatilità che lo vede capace di affrontare con uguale piglio generi estremamente differenti fra di loro, e soprattutto una sempre maggiore efficacia, frutto anche di una piena padronanza di sé e dei propri mezzi espressivi. Il corto, lungo 20’, racconta di due soldati fascisti, imprigionati dai partigiani nei giorni precedenti la liberazione, nell’aprile 1945: il tenente Antonio Graziani (Alberto Onofrietti), comandante di una brigata, e il soldato altoatesino Detlef Hagermann (Diego Facciotti). I due vengono portati in una stalla, bendati e legati saldamente assieme da corde strette e opprimenti; obbligati a quella vicinanza coatta, Antonio e Detlef vivono con ansia e dolore fisico quel momento tremendo che stanno vivendo, chiedendosi se mai esisterà per loro un futuro, non foss’altro per salutare i propri cari. In tutto ciò, si danno reciprocamente la parola d’onore che, se liberi, nessuno saprà mai di quella mortificante situazione sopportata. Ma, alcuni giorni dopo, nel centro di riconoscimento dei prigionieri di guerra, Detlef dovrà decidere se rispettare quella parola data per evitare che Antonio sia fucilato. Contatto forzato non è un film di guerra; quest’ultima rimane anzi volutamente ai margini del discorso, relegata tutt’al più nel livore, nella rabbia e nel cinismo di alcuni personaggi, in questo caso partigiani (ma il corto non assume connotazioni ideologiche, anzi si capisce bene come al momento opportuno vincitori e vinti, con ruoli rovesciati, si comporterebbero in maniera analoga, la guerra purtroppo funziona così…). Sartori, autore anche del soggetto e della sceneggiatura, preferisce invece mettere a fuoco un anfratto nascosto della guerra, un minuscolo ma significativo interstizio della storia, uno dei tanti poi inghiottiti e annullati da quella ufficiale. Così il discorso dall’azione si sposta sul piano psicologico, su un’acuta introspezione dei protagonisti.

Il film si svolge, attraverso un montaggio aritmico, in due location, intervallate ogni tanto dalla visione di aspre montagne, che ricordano simbolicamente la durezza della guerra. Nella prima – una stalla claustrofobica, caratterizzata da una luce radente e da colori cupi e freddi, che diventano man mano più scuri – domina un senso di palpabile fisicità, venata del bisogno di conoscenza reciproca (espressa da frasi come “avvicìnati” o “come è il tuo volto?”) nonché di calore umano. Ma a fare da protagonista è soprattutto la paura, che “unisce le persone” e che attanaglia i due, i quali, scambiandosi alternatamente i ruoli, vedono l’uno consolare l’altro nei momenti di debolezza. Il secondo luogo – uno stanzone dove i prigionieri devono dichiarare le proprie generalità a un ufficiale inglese – è più luminoso, quasi a configurare che la paura lascerà finalmente il posto alla catarsi. Qui il gioco gira tutto attorno a quella “parola data” che non bisogna trasgredire. Perché quel giuramento? Lo spettatore – intrappolato in una voluta ambiguità, sottolineata da una musica tesa e dal finale che si chiude inaspettatamente e perciò quanto mai aperto – può solo formulare delle ipotesi, visto che non ci è dato di sapere cosa sia accaduto fra i due momenti narrati. Un buco narrativo che fa sì che ognuno possa colmare come meglio crede quella tessera di puzzle che manca. Ogni ipotesi va dunque bene per giustificare quel giuramento: il voler scotomizzare, o almeno non renderla pubblica, la vergogna per una situazione quanto mai umiliante o ancor più l’onta, insopportabile per un comandante di una brigata fascista, di aver pianto come un bambino pensando alla probabile, imminente morte (cosa che infrange contemporaneamente il mito del maschio e del fascismo). Ma può essere anche altro: il non voler che si sappia il piacere provato per un contatto fisico, obbligato sì ma anche gradevole e talora cercato dai due, se non addirittura qualcos’altro che potrebbe essere accaduto (come un bacio, peraltro naturale, vista la vicinanza delle due bocche).

Quest’ambiguità, questo “non detto”, è l’arma vincente di una sceneggiatura calibrata e senza sbavature e di un team di persone in stato di grazia – in primis il supervisore artistico Ivan Stefanutti, il direttore della fotografia Flavio Zattera e la musicista Marina Penzo – che fanno di questo corto un gioiello, curato in ogni particolare e denso di significato. Un significato che si esalta soprattutto nel rapporto profondo e autentico che si viene a creare fra i due protagonisti, legati – non a caso la corda è un elemento visivo costante, dalle evidenti valenze simboliche – da un senso di complicità e di umana pietas, che permette di attenuare il dolore e lo scoramento. Pur accomunati dal caso, i due protagonisti – ritratti in più occasioni in pose sensuali, di plastica bellezza, ravvivata da una luce caravaggesca – trovano infatti assieme il coraggio per superare quel momento tremendo; merito delle parole ma anche del contatto fisico perché talora, grazie ad esso, anche se “forzato”, tocchiamo un angelo, destinato magari ad aiutarci nella nostra risalita. Vincenzo Patanè

LOCANDINA CONTATTO FORZATO REGIA DANIELE SARTORI

“CONTATTO FORZATO” DEL REGISTA DANIELE SARTORI ALLA CASA DEL CINEMA DI VENEZIA

Mercoledì 22 ottobre 2014 presso la Casa del Cinema di Venezia alle ore 17.00, sarà presentato ufficialmente “Contatto forzato”, cortometraggio scritto e diretto da Daniele Sartori. “Si tratta di un racconto ambientato durante la seconda guerra mondiale” – dice il regista “…è stato girato interamente a Forte Carpenedo di Mestre grazie alla cortesia e all’ospitalità dei volontari che lo gestiscono. Non si tratta però di un tipico war-movie, è piuttosto un racconto sul bisogno di contatto e conforto che inevitabilmente ognuno di noi ricerca nei momenti più difficili e che travalica ogni tipo di appartenenza o ideologia” – e ancora “Contatto forzato propone una breve vicenda militare che mira però a metter in luce il lato più pacifico e fragile dell’essere umano.” Alberto Onofrietti e Diego Facciotti sono gli interpreti principali con la partecipazione di Andrea Pizzalis, Roger Mazzeo, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon, Guido Laurjni e Davide Strava che completano il cast di bravissimi attori. Il Regista Ivan Stefanutti ha supervisionato l’intero progetto, Flavio Zattera ha fotografato le atmosfere cupe dai toni drammatici e Marina Penzo ha composto la suggestiva colonna sonora di questa storia drammatica e intensa.

L’evento, dopo l’anteprima al Lido di Venezia durante la Mostra del Cinema in occasione del 11. Venice Film Meeting, è a cura di Noemi Battistuzzo che intervisterà gli attori e la troupe presenti in sala, mentre la presentazione critica è affidata al Prof. Vincenzo Patanè. L’ingresso è libero con prenotazione vivamente consigliata inviando una mail a circuitocinema@comune.venezia.it.

Circuito Cinema Comunale
Palazzo Mocenigo, San Stae 1991
30135 Venezia
Tel. 041.5241320 – Fax 041.5241342
http://www.comune.venezia.it/cinema/
circuitocinema@comune.venezia.it

Website Casa del Cinema Venezia

Website Contatto Forzato

LOCANDINA CONTATTO FORZATO REGIA DANIELE SARTORI

 

 

 

 

 

 

CONTATTO FORZATO DEL REGISTA DANIELE SARTORI IN ANTEPRIMA AL LIDO DI VENEZIA

Il nuovo film del Regista Daniele Sartori dal titolo “Contatto forzato”, un cortometraggio della durata di venti minuti ambientato durante la Seconda guerra mondiale,  sarà presentato in concomitanza con la Mostra del Cinema in occasione dell’undicesima edizione della rassegna Venice Film Meeting. L’iniziativa è organizzata dalla Venice Film Commission d’intesa con il Circuito Cinema Comunale di Venezia e con il patrocinio del Gruppo Triveneto del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

Contatto Forzato - Andrea Pizzalis

Andrea Pizzalis

“Contatto forzato”, girato interamente al Forte Carpenedo di Mestre, narra la vicenda di due soldati, un italiano e un tedesco, catturati dai partigiani sul finire della Seconda guerra mondiale. La storia si snoda all’interno di un centro di riconoscimento di prigionieri di guerra dove il tenente Antonio Graziani è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il soldato Hagermann, catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità. Una vita in ballo per qualcosa da nascondere – “non si tratta di un war movie anzi è un racconto che mira a far dimenticare allo spettatore l’orrore della guerra a favore del lato più umano e intimo dell’individuo” – afferma Sartori.

Alberto Onofrietti e Diego Facciotti sono gli interpreti principali con la partecipazione di Roger Mazzeo e di Andrea Pizzalis. Pierdomenico Simone, Isacco Tognon e Davide Strava, i tre partigiani, Guido Laurjni nei panni del loro informatore, Andrea Tonin e Mattia Breda, le sentinelle, completano il cast di bravissimi attori dando vita ad una storia complessa e intrigante. I soldati dell’esercito sono Jacopo Cossu, Mirco Costacurta, Federico Illesi, Marco Ludovico e Marco Mavaracchio.

Hanno affiancato Sartori, il Regista Ivan Stefanutti, che ha supervisionato l’intero progetto e curato il casting, il Direttore della Fotografia Flavio Zattera, Enrico Lenarduzzi per il suono e Marina Penzo che ha composto la suggestiva colonna sonora, Anna Lazzarini e Mauro Tuveri al trucco, Cristina Morello e Paolo Simone alla produzione, Damiano Bertazzo e Studio Magoga di Mestre per gli effetti speciali. Le foto di scena (qui pubblicate) sono state scattate da Paola Baldari e Andrea Pizzalis. I costumi e le divise militari, curate dal consulente storico Remo Buosi, sono state fornite da Equipe Sartoria Storica di Ferrara. Hanno inoltre contribuito Silvia Minelli e Massimiliano Giunta del Florence Queer Festival, il Regista Mattia Berto e il Circolo Tralaltro di Padova.

Contatto Forzato - Alberto Onofrietti e Diego Facciotti

 

 

 

 

 

La proiezione in anteprima di “Contatto forzato”, evento di chiusura del Venice Film Meeting 2014, è prevista per mercoledì 3 settembre alle ore 17.00 presso il Cinema Multisala Astra, sala 2, in via Corfù 12 Lido di Venezia, l’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti. [Marta Doardo]

 

 

 

 

 

 

 

 

Roger Mazzeo

Roger Mazzeo

Diego Facciotti

Diego Facciotti

Aberto Onofrietti

Aberto Onofrietti

Guido Laurjni

Guido Laurjni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pierdomenico Simone

Pierdomenico Simone

Isacco Tognon

Isacco Tognon

Davide Strava

Davide Strava

 

 

 

 

 

 

CONTATTO FORZATO DANIELE SARTORICONTATTO FORZATO FILM DI DANIELE SARTORI DIEGO FACCIOTTICONTATTO FORZATO REGISTA DANIELE SARTORI ALBERTO ONOFRIETTI DIEGO FACCIOTTI IVAN STEFANUTTI

 

 

 

 

 

LOCANDINA CONTATTO FORZATO REGIA DANIELE SARTORI

 

WEBSITE VENICE FILM MEETING 2014

WEBSITE CINEMA MULTISALA ASTRA LIDO DI VENEZIA

WEBSITE CONTATTO FORZATO SHORT FILM

“DORIS ORTIZ” & “L’APPUNTAMENTO – DIRECTOR’S CUT” DEL REGISTA DANIELE SARTORI AL “SARDINIA QUEER SHORT FILM” DI CAGLIARI

Nelle serate di giovedì 22 e venerdì 23 novembre 2012, alle ore 20 presso il Cineteatro “Nanni Loy”, in via Trentino a Cagliari, saranno rispettivamente proiettati i cortometraggi “Doris Ortiz” e “L’Appuntamento | Director’s Cut” del Regista Daniele Sartori. Entrambe le opere, distribuite da “The Open Reel”, sono state selezionate alla prima edizione del “Sardinia Queer Short Film | USN EXPO 2012” che si terrà nel capoluogo sardo dal 22.11 al 1.12/2012.

“DORIS ORTIZ” | 22.11.2012 | h.20 | Cineteatro  “Nanni Loy” – Cagliari

“L’APPUNTAMENTO – DIRECTOR’S CUT ” | 23.11.2012 | h. 20 | Cineteatro  “Nanni Loy” – Cagliari

L’attore Giuseppe Sartori in “Doris Ortiz”.

“DORIS ORTIZ” DI DANIELE SARTORI AL 10° FLORENCE QUEER FESTIVAL E A FIATICORTI XIII

Sabato 20 ottobre, alle 21 presso Ca’ Celsi di Piazzale Roma – Istrana (tv), il cortometraggio “Doris Ortiz” di Daniele Sartori chiuderà le proiezioni delle opere in nomination al Festival Fiaticorti in attesa dei nomi dei vincitori che verranno invece premiati il sabato successivo. Lo stesso giorno Sartori affiancherà Daniele Vicari e Maria Teresa Crisgiovanni in giuria del Mestre Film Festival nelle sezioni Short in Venice e Clip & Web. Molto attesa, il 27 ottobre a Firenze al cinema Odeon, la presentazione in sala di “Doris Ortiz” al Florence Queer Festival 2012. Sartori in più occasioni ha accompagnato l’opera avvalendosi del supporto di performer come Principe Maurice. Al Padova Pride Village dello scorso agosto, a sorpresa, fu proprio Principe Maurice a presentare l’opera mentre in settembre Sartori diede vita ad una performance live inaspettata presentandosi al boulevard della Mostra del Cinema di Venezia accompagnato da Erik Strauss & Family Morton. Ecco di seguito tre recenti interviste.

CORRIERE DELLA SERA

VENEZIA – Nella scena cinematografica indipendente, è uno dei registi emergenti più talentuosi. Scrive, dirige e post-produce, Daniele Sartori, che mercoledì presenta alla Casa del Cinema  di Venezia (ore 17.00, San Stae) i suoi due cortometraggi, L’appuntamento e Doris Ortiz.
Veneziano di origine, diplomato all’Accademia Teatrale Veneta «ma troppo schivo per reggere il palcoscenico», ammette sorridendo. Tutto il resto Daniele Sartori l’ha messo da autodidatta, «perché credo che bisogna sempre darsi una possibilità per fare arte». Ha messo insieme una crew tra fotografi e operatori di tutto rispetto. E ha utilizzato tutta la sensibilità e le sfumature di uno che si occupa di malati di Alzheimer, e ne conosce lo smarrimento. Perché questo in realtà è il suo lavoro, di cui Sartori parla con molta delicatezza. E nei cortometraggi tesse con abilità trame psicologiche dense e precise, là dove ci sono solo zone d’ombra.Per L’appuntamento, girato nel 2010 a Venezia, nel Palazzo Papadopoli, al Festival Omovies di Napoli si è portato a casa sei premi. Ha girato decine di festival indipendenti, «ha pure un doppiaggio in russo e dei sottotitoli in cinese», se la ride il regista.  Comunque, è tra i più cliccati in internet nella piattaforma ‘Queer Frame’ ed è stato ora acquisto da Atlantide Entertainment.
L’ultimo cortometraggio, Doris Ortiz, sarà mandato in streaming gratuitamente, dal 12 al 22 aprile, da uno dei distributori on-line più importanti a livello internazionale, il MUBI. E il 13 aprile sarà in concorso all’importante Rome Indipendent Film Fest. Realizzato come un veloce b-movie anni ’80, tutto notturno, «attingendo dalla videoart e dai manga, giocando tra noir e splatter», spiega Sartori, è stato girato nelle zone industriali di Marghera e Padova. «Luoghi di grande fascino e molto adatti al ritmo velocissimo del corto – racconta –  E comunque, tutta questa zona metropolitana vive un suo fermento. Mi è piaciuto molto discutere di questo lavoro con personaggi come il principe Maurice, Adolfina de Stefani, Gori&Cardinale che poi mi hanno fatto la locandina. Così come per l’altro corto, ho avuto vicino una fotografa come Marta Buso e la supervisione di un regista come Ivan Stefanutti».
In Doris Ortiz molte scene di interni sono girate al Bar ‘L’altro Verdi’, a Mestre. Questo caffé, che fa angolo tra via Circonvallazione e via Verdi appunto, dopo alterne vicende di fortuna e degrado, ora è uno dei locali più affollati e più cool della città. Nel film si riconoscono le pareti rosso fuoco, l’angolo con una credenza anni ’60, una vecchia macchina da scrivere. Il regista veneziano è riuscito a coinvolgere nel corto anche Giuseppe Sartori e Andrea Pizzalis, attori culto di Ricci/Forte, star della scena teatrale italiana.
«Mi piacciono le contaminazioni – dice Daniele Sartori – Il mio sogno ora è fare tre copie di un film in blu-ray, ad altissima definizione e destinarle a una galleria d’arte». Si ferma un attimo: «è troppo?».

Fabio Bozzato – Corriere del Veneto -Corriere della Sera ©

NICOLA RUBINI INTERVISTA DANIELE SARTORI IL REGISTA DE “L’APPUNTAMENTO” ©

A volte capita che nel panorama infinito del cosiddetto “cinema indipendente”, avulso cioè da strategie di marketing cinematografiche, emergano registi e personaggi in grado di catalizzare l’attenzione dei media e del pubblico. Daniele Sartori, film-maker indipendente, in breve tempo è riuscito a farsi notare con sapiente determinazione, ritagliandosi un territorio artistico personale e un pubblico attento e affezionato. “L’appuntamento”, corto vincitore di numerosi premi, selezionato nelle più importanti rassegne cinematografiche, a distanza di due anni dalla sua pubblicazione continua a essere uno dei cortometraggi più visti nel web. Con “Doris Ortiz”, presto al Florence Queer Festival, si è sperimentato in un’opera psichedelica creando, come lui stesso afferma, un’operazione visiva pop simile a un lungo videoclip. Gli spot del Queer Lion Award, premio collaterale della Mostra del Cinema di Venezia, al quale ha partecipato come giurato, portano da anni la sua firma e tra qualche settimana affiancherà Daniele Vicari nella giuria del Mestre Film Fest 2012. Lo abbiamo incontrato pochi giorni fa’ e indubbiamente Sartori è sia un regista che un personaggio.

Salve Daniele, sei considerato un talento emergente del cinema indipendente italiano, in particolare nell’ambito dei corti e dei videoclip. Come hai iniziato?…lasciamo che gli altri mi considerino come preferiscono. Sono un creativo, tutto qui.…Ho iniziato per caso a collaborare con importanti produzioni cinematografiche, per nulla indipendenti, che giravano a Venezia. Studiavo attentamente tutto ciò che accadeva sul set, come si lavorava, prendevo contatti, praticamente ero in formazione continua. Poi ho studiato e il resto è successo tutto in modo molto naturale. Una sequenza fortunata di occasioni…

Ci racconti qualche aneddoto di quelle esperienze? Lo sguardo della Bellucci mi è rimasto impresso nel cuore (ride)… No, non ho un aneddoto in particolare, ho piuttosto tante emozioni piacevoli legate alle atmosfere che si creavano.

Come sei arrivato a “L’appuntamento, il corto vincitore di numerosi premi che ti ha fatto conoscere al pubblico dei Festival? Lo script era pronto da un po’. Ci credevo molto e così, dopo averlo proposto inutilmente a vari registi, mi sono stufato e ho scelto di girarlo indipendentemente. Ho chiesto aiuto ad alcuni amici, professionisti, come Flavio Zattera, Marco Zanelli, Enrico Lenarduzzi, Ivan Stefanutti, Damiano Bertazzo, Anna Lazzarini e l’abbiamo realizzato. Poi da lì è nato il progetto L.I.V.

Ed è andato bene…Già! Mi ha regalato molte soddisfazioni e diversi riconoscimenti.

Credi che il successo de “L’appuntamento” dipenda dal tipo di argomento che hai affrontato? Non te lo so’ dire. Il cinema è un’alchimia. Sicuramente l’argomento deve aver interessato molto. Penso che storie simili succedano più spesso di quel che si possa immaginare…però non se ne parla, ma nella vita un inaspettato cambiamento di rotta, anche momentaneo, può capitare.

Quale momento ti piace di più?…quando Leonardo Santini fa’ l’esempio del ritornello che resta in mente e che alla fine, pensandoci bene, non è poi così male. E’ stato bravissimo perché quel punto l’abbiamo improvvisato e rende perfettamente il concetto su cui si basa tutta la storia.

Perché in “Doris Ortiz” hai fatto scelte stilistiche agli antipodi del lavoro precedente? Se sento che l’onda creativa mi porta su territori differenti dai precedenti la seguo e basta. Poco m’importa della grammatica cinematografica o dell’ortodossia della storia. Tantomeno se piacerà. Doris lo definisco un video d’ispirazione pop che, tra le altre cose, ha fruttato pure una bella selezione ai Riff Awards 2012 ed una prossima distribuzione. In quel corto ciò che conta è l’immagine, è da lì parte tutto. Lo spettatore non ha possibilità di immedesimarsi nei personaggi ma piuttosto viene catturato da una serie di stimoli visivi, spesso anche spiacevoli. Il resto passa in secondo piano.

Cosa intendi dire? Che “Doris Ortiz” è un’operazione d’immagine, un evento virale che si crea dal nulla, un’ alterazione visiva…se vuoi continuo ma il concetto è sempre lo stesso ed è per questo che spesso lo presento assieme a personaggi che ritengo essere altrettanto pop come Principe Maurice, Erik Strauss, Family Morton. Insomma è un’opera che richiede una cornice piuttosto forte.

Cosa cerchi in un attore? Intelligenza, coraggio e fiducia. Il mio nome è una tutela per tutti perché se non sono sicuro di un progetto sono il primo a non mettersi in gioco.

Ci parli del progetto L.I.V.? E’ un progetto no profit di collaborazione tra artisti, non necessariamente solo del settore audio-video, finalizzato alla produzione indipendente di film, sperimentazioni visive e alla loro promozione. Credo che l’attualità dell’arte sia nelle contaminazioni, negli interscambi, in tutto ciò che è trasversale.

Tu fai cinema di genere. Perché questa scelta? Più che di genere preferirei definirlo autoriale, tutto qui.

Progetti futuri? …creare dive pop (ride)…Scherzi a parte, per il momento non te lo so’ dire con esattezza. Sto’ leggendo alcuni script che mi sono stati inviati, “Doris Ortiz” a ottobre sarà al Florence Queer Festival, a fine anno uscirà un videoart in collaborazione con Adolfina De Stefani e poi…chi lo sa’…la creatività non funziona a comando.

ABALUTH

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di assistere con un’amica alla proiezione del cortometraggio pop noir Doris Ortiz, ecco l’intervista che ci ha concesso il regista Daniele Sartori.

Intervista al regista Daniele Sartori

– Come sei diventato regista, quando e come hai cominciato?
Dirti quando ho cominciato è difficile dal momento che da bambino giocavo con la super 8 di mio padre a fare i film dell’orrore, ma scherzi a parte, è partito tutto da un casting andato bene, e così mi son trovato ad essere il double di Craig in Bond. Poco dopo ho frequentato l’Accademia Teatrale Veneta, diplomandomi attore, ma l’amore per il cinema e la voglia di dirigere quello che scrivevo era più forte. Le cose sono andate avanti fino all’ultima bella esperienza accanto a Johnny Depp e la Jolie. Insomma ho imparato sul “campo”… È successo tutto in modo naturale e inaspettato.

– Qual è il tuo… background culturale che ti ha portato e ti porta a fare cinema, cioè la spinta a scegliere come mezzo espressivo la macchina da presa?
Non è stata una scelta consapevole, sono andato in questa direzione perché evidentemente per me era la più naturale. Credo che la vita sia fatta di fasi e ogni fase ha le sue caratteristiche, i suoi linguaggi creativi, i suoi momenti di non creatività o di non comunicazione. Se domani mi verrà voglia di disegnare, proverò a fare un quadro e se mi darà soddisfazione farlo allora si aprirà un nuovo periodo creativo.

– Che cosa vuoi esprimere con le tue opere?
Dipende! In generale però in tutte c’è un tema comune: la contraddizione tra ciò che pensiamo di volere e ciò che vogliamo realmente.

– Quale delle tue opere è la tua preferita?
Magma. Corto oltre la sperimentazione, che non uscirà mai e che ho ritirato da qualsiasi canale di distribuzione. E ti dico pure il perché: era un film disturbante, astratto, la gente invece vuole una storia, delle connessioni, dei motivi. Eppure spesso nella vita di tutti i giorni non esiste alcuna connessione, alcuna storia di rilievo, anzi spesso facciamo cose senza alcun motivo.

– Quale sarà il tuo prossimo progetto?
Sto leggendo alcuni soggetti che mi hanno inviato in questo periodo. Poi deciderò. Intanto sarò a Napoli da Ettore Scola per “L’Appuntamento” e affiancherò Daniele Vicari (Diaz) in giuria per Short in Venice 2012. Poi girerò un po’ per accompagnare “Doris Ortiz” ai Festival in cui è stato selezionato.

– Hai tratto ispirazione o comunque sei stato particolarmente solleticato da quale o quali autori, scrittori o registi, o artisti in genere?
Non ho un regista di riferimento, ho piuttosto molti film di riferimento. Ma se proprio devo dire un nome indubbiamente Shinya Tsukamoto. Trovo inoltre che i video di Manson siano avanguardia allo stato puro, si avvale di artisti eccezionali. La maggior parte delle cose più interessanti che vedo sono nella pubblicità e nei videoclip.

– In particolare c’è una motivazione precisa che ti ha fatto riproporre un’estetica di stile pop art nel tuo ultimo film Doris Ortiz?
“Perché non è vero che il Pop è morto!”. Ahhha! Questo ormai è lo slogan tormentone coniato durante le presentazioni del film. Doris è Pop perché non c’è interiorità nella storia, ma piuttosto un insieme di stimoli visivi, di simbolismi del quotidiano, è una manipolazione d’immagini già note, specialmente al mondo queer. Perfino le voci degli attori sono state alterate. Amo la Pop Art, volevo ripresentarla a modo mio e Doris è stata l’occasione giusta soprattutto dopo un’opera molto classica come “L’Appuntamento”.

– Quanto pensi possano incidere sul risultato finale tecniche di ripresa e di montaggio innovative?
Moltissimo. Credo che l’avanguardia cinematografica sia nei nuovi software, soprattutto in post-produzione più li sai smanettare e più vai oltre. Attenzione però perché senza storia o idee non vai comunque da nessuna parte.

– Che tipo di approccio hai nella progettazione di un’idea e ti avvali della collaborazione di altri artisti in questo?
Penso che un’idea non si possa progettare, ti salta fuori quando meno te lo aspetti, comunque di solito nella fase di scrittura divento un eremita. Poi propongo il progetto agli amici più stretti, ovvero i professionisti con cui ormai collaboro da anni, Flavio Zattera, Marco Zanelli, Ivan Stefanutti, Mauro Tuveri, Anna Lazzarini, Paolo Simone. Con loro faccio il punto della situazione e se piace si comincia.

– Quanta importanza hanno nella realizzazione dei tuoi corti i rapporti con tutti coloro che fanno parte di troupe e cast, sicuramente non motivati da attrattive… economiche ma da passione condivisa?
Ti assicuro che nell’ambito del cinema indipendente, o comunque nei miei lavori, nessuno ha alcuna motivazione economica perché non c’è proprio alcun guadagno in ciò che facciamo… anzi! C’è solo passione, amicizia e voglia di divertirsi. I ragazzi della troupe sono professionisti seri ma prima di tutto sono amici, e alcuni lo sono diventati dopo aver lavorato con me sul set. Con gli attori invece è diverso, purtroppo terminato un film è difficile che riesca a rivederli, hanno sempre mille impegni!

– Può essere un incentivo alla creatività, paradossalmente, dover contare su mezzi spesso limitati, sempre economicamente parlando?
Assolutamente si, siamo un po’ come i bambini che giocano col lego e che con poche mattonelle a disposizione riescono a costruire astronavi!

(intervista di Monica Salomoni e Fabrizia Scorzoni)

9.VENICE FILM MEETING | “Doris Ortiz” del Regista Daniele Sartori | 5 settembre # h.17 | Multisala Astra – Lido Di Venezia

Durante i giorni della 69.Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica | Al 9.Venice Film Meeting :: Mercoledì 5 settembre 2012 | alle ore 17 c.a. verrà proiettato il POP-metraggio noir “DORIS ORTIZ” di Daniele Sartori # con Guido Laurjni – Paola Perfetti – Giuseppe Sartori – Andrea Pizzalis | Entrata libera fino ad esaurimento posti.

Trama: “Nella notte la città è sconvolta dalla scia di sangue che il Ministro, all’inseguimento di due clown surreali, lascia dietro di sé. Il politico ha perso ogni contatto con la realtà e la sua corsa delirante terminerà in una zona industriale semideserta dove la pregiudicata Doris Ortiz gestisce un piccolo bar. La donna s’innamorerà fatalmente di lui. All’alba una telecamera di sicurezza svelerà alla Nazione l’epilogo della folle vicenda.”

Recensione a cura di Adriano De Grandis: Ho visto “Doris Ortiz” di Daniele Sartori e mi ha colpito l’estrema cura del dettaglio, lo sforzo adrenalinico del montaggio, il tentativo di far fluire la storia unicamente dalle immagini. La struttura decisamente antinarrativa consente di interpretare la vicenda strada facendo, in un’atmosfera da b-movie ’80 dai contrasti violenti e dalle accelerazioni visive. Non mancano certe inquadrature notturne care al noir, una configurazione estetica di parossismo violento ed erotico, uno smembramento dell’inquadratura in un’altra immediatamente successiva. I personaggi si rivelano per quello che sono, forse un po’ chiusi nella loro rappresentatività evidente, ma capaci di attraversare la breve storia con una presenza significativa e quasi dolente. Il tutto resta saldato in un gioco provocatorio pieno di mistero e ambiguità, tinteggiato anche da una musica ossessiva. Un film lungo uno shock continuo, capace di destare allo spettatore interesse e forse anche disagio, in una visione che non lascia mai indifferenti. Esattamente agli antipodi del lavoro precedente (“L’appuntamento”), “Doris Ortiz” svela la natura eclettica di un regista che dimostra di essere a suo agio con materiali ustionanti.

“…venti minuti di allucinazione, un montaggio che non da tregua, una visione volutamente disturbante che non lascia scampo. Come sempre bravissimi Pizzalis e Giuseppe Sartori….un cortometraggio d’autore difficile da dimenticare.”

– Nicola Rubini –

Venezia – “Doris Ortiz” è un’opera contaminata da elementi tipici della video-art. I personaggi, in un lungo videoclip, sono come pop-star che auto alimentano la storia con le loro immagini in un insieme di visioni di moda e di potenziali stili d’ispirazione queer-culture. Gli attori stessi sono simboli significanti dell’attuale panorama artistico Italiano. Oltre a Guido Laurjini, Paola Perfetti, Giuseppe Sartori e Andrea Pizzalis, “Doris Ortiz” fissa le performace di artisti quali Principe Maurice, Tina Sputnik, Donato Ceron, Adolfina De Stefani, Antonello Mantovani e la splendida voce di Loredana Forleo. Cristina Gori e Alessandro Cardinale, art-makers, hanno realizzato gli stills e la grafica del poster, creando una “confezione” autoriale con vita ed interesse artistico autonomo. Tutti gli abiti provengono da Berlino e il lungo tubino rosso di Paola Perfetti, omaggio a Divine in Pink Flamingos, è stato realizzato da Mauro Tuveri. Suo è il trucco dei clowns, e di Magazzino Moderno sono i Pop Jewels che indossa Doris nelle scene girate all’Altro Verdi. Flavio Zattera e la sua fotografia anni ’80, Marco Zanelli con le sue riprese, Enrico Lenarduzzi al suono, Marina Penzo con le musiche, Anna Lazzarini e Mauro Tuveri assistenti di set e truccatori, Salvatore Andolfi, Damiano Bertazzo e Paolo Simone, il produttore senza il quale questo lavoro non esisterebbe, gli amici di sempre e gli insostituibili artisti che mi accompagnano in L.I.V. Project, hanno contribuito a rendere “Doris Ortiz” uno short – film alternativo che attraversa diagonalmente più territori d’immagine e differenti linguaggi creativi. Di questo film ciò che amo maggiormente è la sensazione spiacevole che lascia. Il suo caos concettuale mi sbalordisce e mi attrae al tempo stesso. Considero Doris un’affascinante operazione d’immagine creativa….la sento più vicina a un quadro, a un’installazione, a una scultura…”

Daniele Sartori ©

 VENEZIA – Nella scena cinematografica indipendente, è uno dei registi emergenti più talentuosi. Scrive, dirige e post-produce, Daniele Sartori, che mercoledì presenta alla Casa del Cinema  di Venezia (ore 17.00, San Stae) i suoi due cortometraggi,L’appuntamento e Doris Ortiz.

Veneziano di origine, vive a Mestre, diplomato all’Accademia Teatrale Veneta «ma troppo schivo per reggere il palcoscenico», ammette sorridendo. Tutto il resto Daniele Sartori l’ha messo da autodidatta, «perché credo che bisogna sempre darsi una possibilità per fare arte». Ha messo insieme una crew tra fotografi e operatori di tutto rispetto. E ha utilizzato tutta la sensibilità e le sfumature di uno che si occupa di malati di Alzheimer, e ne conosce lo smarrimento. Perché questo in realtà è il suo lavoro, di cui Sartori parla con molta delicatezza. E nei cortometraggi tesse con abilità trame psicologiche dense e precise, là dove ci sono solo zone d’ombra.Per L’appuntamento, girato nel 2010 a Venezia, nel Palazzo Papadopoli, al Festival Omovies di Napoli si è portato a casa sei premi. Ha girato decine di festival indipendenti, «ha pure un doppiaggio in russo e dei sottotitoli in cinese», se la ride il regista.  Comunque, è tra i più cliccati in internet nella piattaforma ‘Queer Frame’ ed è stato ora acquisto da Atlantide Entertainment.
L’ultimo cortometraggio, Doris Ortiz, sarà mandato in streaming gratuitamente, dal 12 al 22 aprile, da uno dei distributori on-line più importanti a livello internazionale, il MUBI. E il 13 aprile sarà in concorso all’importante Rome Indipendent Film Fest. Realizzato come un veloce b-movie anni ’80, tutto notturno, «attingendo dalla videoart e dai manga, giocando tra noir e splatter», spiega Sartori, è stato girato nelle zone industriali di Marghera e Padova. «Luoghi di grande fascino e molto adatti al ritmo velocissimo del corto – racconta –  E comunque, tutta questa zona metropolitana vive un suo fermento. Mi è piaciuto molto discutere di questo lavoro con personaggi come il principe Maurice, Adolfina de Stefani, Gori&Cardinale che poi mi hanno fatto la locandina. Così come per l’altro corto, ho avuto vicino una fotografa come Marta Buso e la supervisione di un regista come Ivan Stefanutti».
In Doris Ortiz molte scene di interni sono girate al Bar ‘L’altro Verdi’, a Mestre. Questo caffé, che fa angolo tra via Circonvallazione e via Verdi appunto, dopo alterne vicende di fortuna e degrado, ora è uno dei locali più affollati e più cool della città. Nel film si riconoscono le pareti rosso fuoco, l’angolo con una credenza anni ’60, una vecchia macchina da scrivere. Il regista veneziano è riuscito a coinvolgere nel corto anche Giuseppe Sartori e Andrea Pizzalis, attori culto di Ricci/Forte, star della scena teatrale italiana.
«Mi piacciono le contaminazioni – dice Daniele Sartori – Il mio sogno ora è fare tre copie di un film in blu-ray, ad altissima definizione e destinarle a una galleria d’arte». Si ferma un attimo: «è troppo?».

Fabio Bozzato – Corriere del Veneto -Corriere della Sera ©

INFO SHORT-FILM DORIS ORTIZ

INFO 9.VENICE FILM MEETING

Mail: lostinvauxhall@yahoo.it