2017: LOST IN VAUXHALL

Si sta per concludere un altro anno di idee e produzioni indipendenti del Collettivo Lost in Vauxhall. Il documentario “Principe Maurice #Tribute” è stato proiettato in numerosi cinema e Festival tra i quali Firenze, Torino, Venezia, Rimini, Riccione, Bologna, Roma, Milano, Lecce e a breve verrà distribuito su supporto DVD/Blu-Ray. Daniele Sartori è intervenuto come giurato al Florence Queer Festival, come docente ai workshop organizzati dal Salento Rainbow Film Fest, ha curato l’immagine della decima edizione del Queer Lion Award, premio collaterale della Mostra del Cinema di Venezia e il suo “Priscilla in Mykonos”, videoritratto all’artista Mariano Gallo, inaugurerà e chiuderà la rassegna “Napoli Divine”, prevista il prossimo 20 e 21 dicembre a Napoli. Arriva l’anno nuovo, Lost in Vauxhall e tutti noi del Collettivo artistico vi facciamo i nostri più sentiti auguri. Buon 2017.

POSTER PRISCILLAIl documentario “Priscilla in Mykonos” sarà proiettato al NapoliDivine Queer il 20 e 21 dicembre 2016, ore 20.30, Officine Gomitoli – Ex Lanificio Borbonico Sava di Porta Capuana, piazza E. De Nicola 47, Napoli. (©Marta Doardo)

 

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DANIELE SARTORI AL 6th KASHISH MUMBAI INTERNATIONAL QUEER FILM FESTIVAL CON “CONTATTO FORZATO” E “L’APPUNTAMENTO”

L’edizione 2015 del Kashish Mumbai International Queer Film Festival, il più importante evento queer cinematografico del sud Asia, vedrà tra i protagonisti della sezione cortometraggi il Regista Daniele Sartori. L’Artista veneziano presenterà “Contatto forzato”, già selezionato in numerosi festival tra cui il 30° TGLFF di Torino, il Florence Queer Festival, il RIFF Awards di Roma, e il pluripremiato “L’Appuntamento”, film vincitore di sei riconoscimenti a Omovies di Napoli nel 2010. Due anni dopo, per la distribuzione internazionale tra cui Cina e Russia, venne rilasciata una versione Director’s cut che permise al video di partecipare a numerosi altri festival e rassegne in tutto il mondo.

KASHISH MUBAI 2015In “Contatto forzato” la Seconda Guerra Mondiale è appena terminata e al centro di riconoscimento dei prigionieri di guerra, il tenente Antonio Graziani è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il tedesco Detlef Hagermann, catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa segreta da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità. Oltre ai due bravissimi protagonisti, Alberto Onofrietti e Diego Facciotti, fanno parte del cast Roger Mazzeo, Andrea Pizzalis, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon, Davide Strava e Guido Laurjni. Ne “L’Appuntamento” invece, Francesco, reso fragile dalla scoperta del tradimento della fidanzata, è ossessionato dalla curiosità di incontrare il suo rivale. Entrambi credono d’essere sconosciuti l’uno all’altro, ma si sbagliano. Il ragazzo arriverà alla resa dei conti col suo avversario confessando ciò che lo tormenta a qualcuno che si rivelerà essere non solo uno psicologo. Leonardo Santini, Tommaso Minniti ed Eleonora Bolla sono gli interpreti di questo racconto girato interamente nello splendido Palazzo Padadopoli a Venezia.

L’Appuntamento – dice Sartori – è una storia sui confini labili ed ambigui dell’emotività. Racconta di sentimenti forti ma sfumati facilmente confondibili tra loro. Talvolta ciò che ferisce può diventare desiderabile ed affascinante. Saper ascoltare quello che l’altro non ha il coraggio di dire, spesso è il segreto per viaggiare in quel territorio emotivo di confine che molti avvertono nel loro animo ma che lasciano inesplorato per il timore del non ritorno”. Il Critico Cinematografico Vincenzo Patanè scrive “L’ambiguità di Contatto forzato è l’arma vincente di una sceneggiatura calibrata e senza sbavature che fanno di questo corto un gioiello, curato in ogni particolare e denso di significato”. In entrambi i film hanno collaborato alla Direzione Artistica il Regista Ivan Stefanutti, il Direttore della Fotografia Flavio Zattera (vincitore di due premi per la migliore fotografia), Marina Penzo per le colonne sonore ed Enrico Lenarduzzi al suono.

Short Film LOCANDINA CONTATTO FORZATO REGIA DANIELE SARTORI

KASHISH POSTERKASHISH MUMBAI CONTATTO FORZATO

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WEBSITE CONTATTO FORZATO

FOCUS ON DANIELE SARTORI. IL CANDIANI DEDICA UNA RETROSPETTIVA AL REGISTA VENEZIANO.

Mercoledì 26 novembre 2014 il Centro Culturale Candiani di Mestre, in collaborazione con l’ Ass. Cult. Mismomatic e Segnoperenne, presenta “Focus on Daniele Sartori”, una breve retrospettiva dedicata ai corti queer più interessanti dell’artista veneziano. A partire dalle ore 18.30, presso la Sala Conferenze al IV° piano, saranno proiettati “L’appuntamento”, “Doris Ortiz”, “What about Alice?” e il nuovo “Contatto forzato”, girato interamente a Forte Carpenedo. L’evento è curato dall’Artista Adolfina De Stefani, la presentazione critica è affidata a Gaetano Salerno e in sala interverranno il cast artistico e tecnico delle opere. La durata della proiezione è di 70 min. c.a., l’ingresso è libero. Il Centro Culturale Candiani  è in Piazzale Candiani 7 a Venezia Mestre.  Telefono 041-2386111. Mail candiani@comune.venezia.it

cortometraggio L'appuntamentoDoris Ortiz PosterW.a.A ?LOCANDINA CONTATTO FORZATO REGIA DANIELE SARTORI“Ne L’Appuntamento, Sartori ha diretto con padronanza i bravissimi attori e ci ha presentato una storia che, muovendosi in un ambito noir ricco di suspense, ha offerto una possibilità di riflessione allo spettatore. Infatti, realizza una messinscena che, pur lontana dalla pratica effetiva della psicoanalisi, ci svela come il vero oggetto del desiderio del protagonista non è quello che lui consapevolmente crede, ma quello che emerge dal suo inconscio.” (Mediateca S. Sofia, Napoli. Miglior cortometraggio Festival Omovies 2010)

“Un film surreale lungo uno shock continuo, capace di destare allo spettatore interesse e forse anche disagio, in una visione che non lascia mai indifferenti. Esattamente agli antipodi del lavoro precedente, Doris Ortiz svela la natura eclettica di un regista che dimostra di essere a suo agio con materiali ustionanti.” (Adriano De Grandis, Critico Cinematografico)

“…venti minuti di allucinazione, un montaggio che non da tregua, una visione volutamente disturbante che non lascia scampo. Come sempre bravissimi Andrea Pizzalis e Giuseppe Sartori. Doris Ortiz è un cortometraggio d’autore difficile da dimenticare.” (Nicola Rubini, Critico Cinematografico)

What about Alice? è un videoart che non chiede allo spettatore di pensare ma solo di lasciarsi andare nel gorgo straripante delle immagini, collegate da un montaggio spezzettato e da una musica d’ambiente straniante, che ricorda un po’ Brian Eno. Non rimane dunque che farsi trascinare dal ritmo adrenalinico e dalla sua visionarietà ricercata, dai marcati contrasti cromatici, in cui spicca il colore rosso inteso evidentemente in un’accezione di piena sensualità e di vitalismo.” (Vincenzo Patanè, Critico Cinematografico)

“L’ambiguità di Contatto Forzato è l’arma vincente di una sceneggiatura calibrata e senza sbavature e di un team di persone in stato di grazia – in primis il supervisore artistico Ivan Stefanutti, il direttore della fotografia Flavio Zattera e la musicista Marina Penzo – che fanno di questo corto un gioiello, curato in ogni particolare e denso di significato.”  (Vincenzo Patanè, Critico Cinematografico)

Daniele Sartori, si diploma attore all’Accademia Teatrale Veneta. Numerosi sono i contributi professionali nell’ambiente del cinema indipendente veneziano e milanese. Fonda e avvia il progetto “Lost In Vauxhall” per la produzione di videoclip e short film, ambito che predilige. Avvalendosi della collaborazione del Direttore della fotografia Flavio Zattera, scrive e dirige “L’Appuntamento”, cortometraggio pluripremiato che riscuote ottimo successo, distribuito da Queer Frame, RIFF, QAF Hd. Firma gli spot del Queer Lion Award, premio collaterale della Biennale del Cinema di Venezia, a cui vi partecipa come giurato. Gira il surreale “Doris Ortiz, finalista al RIFF, che raggruppa numerosi talenti emergenti tra i quali gli attori Giuseppe Sartori e Andrea Pizzalis. Poco dopo affianca Daniele Vicari in giuria per Short in Venice e realizza “What about Alice ?”, videoart installato in numerose gallerie ed eventi artistici tra cui 3D Gallery e Sapere Aude durante Biennale Arte Venezia, Museo del Baraccano|ArteFiera BolognaMix New York, Riff Roma, Asolo Contemporary, Venice Film Meeting nei giorni della 70. Mostra del Cinema di Venezia. Presso l’Istituto Europeo di Design di Firenze, in occasione del Florence Queer Festival 2013, presenta la performance multimediale “Wonderland doesn’t exist | Stop violence” e cura in collaborazione con l’artista Adolfina De Stefani e Cristina Morello eventi e mostre collettive come Remix-Art, VideoHeart e Mail Art Lord Byron. Firma l’immagine 2013\2014 del Padova Pride Village, realizzando i videoclip dei Panama Skycrapers “Stage of life” e “I can live without you”, e crea gli effetti video dell’opera verdiana “Un ballo in maschera” diretta da Ivan Stefanutti. Scrive, produce e dirige il corto “Contatto forzato”, interpretato da Alberto Onofrietti e Diego Facciotti. Attualmente i suoi lavori sono su piattaforma web Indieflix, Vimeo VOD e RomeFilmMarket.com.

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COME ARRIVARE

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L’APPUNTAMENTO di Daniele Sartori | Proiezioni Aprile/Maggio

L’APPUNTAMENTO | DIRECTOR’S CUT del regista Daniele Sartori, distribuito da The Open Reel, verrà proiettato alla Casa del Cinema di Roma in occasione del Festival Tulipani di Seta Nera e all’ Arthouse Movie di Zurigo al Pink Apple Film Festival.

Per i programmi completi cliccate sulle immagini dei Festival

TSN 2013

PINK APPLE FILM FESTIVAL

 

Link L’APPUNTAMENTO Official Site

“DORIS ORTIZ” & “L’APPUNTAMENTO – DIRECTOR’S CUT” DEL REGISTA DANIELE SARTORI AL “SARDINIA QUEER SHORT FILM” DI CAGLIARI

Nelle serate di giovedì 22 e venerdì 23 novembre 2012, alle ore 20 presso il Cineteatro “Nanni Loy”, in via Trentino a Cagliari, saranno rispettivamente proiettati i cortometraggi “Doris Ortiz” e “L’Appuntamento | Director’s Cut” del Regista Daniele Sartori. Entrambe le opere, distribuite da “The Open Reel”, sono state selezionate alla prima edizione del “Sardinia Queer Short Film | USN EXPO 2012” che si terrà nel capoluogo sardo dal 22.11 al 1.12/2012.

“DORIS ORTIZ” | 22.11.2012 | h.20 | Cineteatro  “Nanni Loy” – Cagliari

“L’APPUNTAMENTO – DIRECTOR’S CUT ” | 23.11.2012 | h. 20 | Cineteatro  “Nanni Loy” – Cagliari

L’attore Giuseppe Sartori in “Doris Ortiz”.

“DORIS ORTIZ” DI DANIELE SARTORI AL 10° FLORENCE QUEER FESTIVAL E A FIATICORTI XIII

Sabato 20 ottobre, alle 21 presso Ca’ Celsi di Piazzale Roma – Istrana (tv), il cortometraggio “Doris Ortiz” di Daniele Sartori chiuderà le proiezioni delle opere in nomination al Festival Fiaticorti in attesa dei nomi dei vincitori che verranno invece premiati il sabato successivo. Lo stesso giorno Sartori affiancherà Daniele Vicari e Maria Teresa Crisgiovanni in giuria del Mestre Film Festival nelle sezioni Short in Venice e Clip & Web. Molto attesa, il 27 ottobre a Firenze al cinema Odeon, la presentazione in sala di “Doris Ortiz” al Florence Queer Festival 2012. Sartori in più occasioni ha accompagnato l’opera avvalendosi del supporto di performer come Principe Maurice. Al Padova Pride Village dello scorso agosto, a sorpresa, fu proprio Principe Maurice a presentare l’opera mentre in settembre Sartori diede vita ad una performance live inaspettata presentandosi al boulevard della Mostra del Cinema di Venezia accompagnato da Erik Strauss & Family Morton. Ecco di seguito tre recenti interviste.

CORRIERE DELLA SERA

VENEZIA – Nella scena cinematografica indipendente, è uno dei registi emergenti più talentuosi. Scrive, dirige e post-produce, Daniele Sartori, che mercoledì presenta alla Casa del Cinema  di Venezia (ore 17.00, San Stae) i suoi due cortometraggi, L’appuntamento e Doris Ortiz.
Veneziano di origine, diplomato all’Accademia Teatrale Veneta «ma troppo schivo per reggere il palcoscenico», ammette sorridendo. Tutto il resto Daniele Sartori l’ha messo da autodidatta, «perché credo che bisogna sempre darsi una possibilità per fare arte». Ha messo insieme una crew tra fotografi e operatori di tutto rispetto. E ha utilizzato tutta la sensibilità e le sfumature di uno che si occupa di malati di Alzheimer, e ne conosce lo smarrimento. Perché questo in realtà è il suo lavoro, di cui Sartori parla con molta delicatezza. E nei cortometraggi tesse con abilità trame psicologiche dense e precise, là dove ci sono solo zone d’ombra.Per L’appuntamento, girato nel 2010 a Venezia, nel Palazzo Papadopoli, al Festival Omovies di Napoli si è portato a casa sei premi. Ha girato decine di festival indipendenti, «ha pure un doppiaggio in russo e dei sottotitoli in cinese», se la ride il regista.  Comunque, è tra i più cliccati in internet nella piattaforma ‘Queer Frame’ ed è stato ora acquisto da Atlantide Entertainment.
L’ultimo cortometraggio, Doris Ortiz, sarà mandato in streaming gratuitamente, dal 12 al 22 aprile, da uno dei distributori on-line più importanti a livello internazionale, il MUBI. E il 13 aprile sarà in concorso all’importante Rome Indipendent Film Fest. Realizzato come un veloce b-movie anni ’80, tutto notturno, «attingendo dalla videoart e dai manga, giocando tra noir e splatter», spiega Sartori, è stato girato nelle zone industriali di Marghera e Padova. «Luoghi di grande fascino e molto adatti al ritmo velocissimo del corto – racconta –  E comunque, tutta questa zona metropolitana vive un suo fermento. Mi è piaciuto molto discutere di questo lavoro con personaggi come il principe Maurice, Adolfina de Stefani, Gori&Cardinale che poi mi hanno fatto la locandina. Così come per l’altro corto, ho avuto vicino una fotografa come Marta Buso e la supervisione di un regista come Ivan Stefanutti».
In Doris Ortiz molte scene di interni sono girate al Bar ‘L’altro Verdi’, a Mestre. Questo caffé, che fa angolo tra via Circonvallazione e via Verdi appunto, dopo alterne vicende di fortuna e degrado, ora è uno dei locali più affollati e più cool della città. Nel film si riconoscono le pareti rosso fuoco, l’angolo con una credenza anni ’60, una vecchia macchina da scrivere. Il regista veneziano è riuscito a coinvolgere nel corto anche Giuseppe Sartori e Andrea Pizzalis, attori culto di Ricci/Forte, star della scena teatrale italiana.
«Mi piacciono le contaminazioni – dice Daniele Sartori – Il mio sogno ora è fare tre copie di un film in blu-ray, ad altissima definizione e destinarle a una galleria d’arte». Si ferma un attimo: «è troppo?».

Fabio Bozzato – Corriere del Veneto -Corriere della Sera ©

NICOLA RUBINI INTERVISTA DANIELE SARTORI IL REGISTA DE “L’APPUNTAMENTO” ©

A volte capita che nel panorama infinito del cosiddetto “cinema indipendente”, avulso cioè da strategie di marketing cinematografiche, emergano registi e personaggi in grado di catalizzare l’attenzione dei media e del pubblico. Daniele Sartori, film-maker indipendente, in breve tempo è riuscito a farsi notare con sapiente determinazione, ritagliandosi un territorio artistico personale e un pubblico attento e affezionato. “L’appuntamento”, corto vincitore di numerosi premi, selezionato nelle più importanti rassegne cinematografiche, a distanza di due anni dalla sua pubblicazione continua a essere uno dei cortometraggi più visti nel web. Con “Doris Ortiz”, presto al Florence Queer Festival, si è sperimentato in un’opera psichedelica creando, come lui stesso afferma, un’operazione visiva pop simile a un lungo videoclip. Gli spot del Queer Lion Award, premio collaterale della Mostra del Cinema di Venezia, al quale ha partecipato come giurato, portano da anni la sua firma e tra qualche settimana affiancherà Daniele Vicari nella giuria del Mestre Film Fest 2012. Lo abbiamo incontrato pochi giorni fa’ e indubbiamente Sartori è sia un regista che un personaggio.

Salve Daniele, sei considerato un talento emergente del cinema indipendente italiano, in particolare nell’ambito dei corti e dei videoclip. Come hai iniziato?…lasciamo che gli altri mi considerino come preferiscono. Sono un creativo, tutto qui.…Ho iniziato per caso a collaborare con importanti produzioni cinematografiche, per nulla indipendenti, che giravano a Venezia. Studiavo attentamente tutto ciò che accadeva sul set, come si lavorava, prendevo contatti, praticamente ero in formazione continua. Poi ho studiato e il resto è successo tutto in modo molto naturale. Una sequenza fortunata di occasioni…

Ci racconti qualche aneddoto di quelle esperienze? Lo sguardo della Bellucci mi è rimasto impresso nel cuore (ride)… No, non ho un aneddoto in particolare, ho piuttosto tante emozioni piacevoli legate alle atmosfere che si creavano.

Come sei arrivato a “L’appuntamento, il corto vincitore di numerosi premi che ti ha fatto conoscere al pubblico dei Festival? Lo script era pronto da un po’. Ci credevo molto e così, dopo averlo proposto inutilmente a vari registi, mi sono stufato e ho scelto di girarlo indipendentemente. Ho chiesto aiuto ad alcuni amici, professionisti, come Flavio Zattera, Marco Zanelli, Enrico Lenarduzzi, Ivan Stefanutti, Damiano Bertazzo, Anna Lazzarini e l’abbiamo realizzato. Poi da lì è nato il progetto L.I.V.

Ed è andato bene…Già! Mi ha regalato molte soddisfazioni e diversi riconoscimenti.

Credi che il successo de “L’appuntamento” dipenda dal tipo di argomento che hai affrontato? Non te lo so’ dire. Il cinema è un’alchimia. Sicuramente l’argomento deve aver interessato molto. Penso che storie simili succedano più spesso di quel che si possa immaginare…però non se ne parla, ma nella vita un inaspettato cambiamento di rotta, anche momentaneo, può capitare.

Quale momento ti piace di più?…quando Leonardo Santini fa’ l’esempio del ritornello che resta in mente e che alla fine, pensandoci bene, non è poi così male. E’ stato bravissimo perché quel punto l’abbiamo improvvisato e rende perfettamente il concetto su cui si basa tutta la storia.

Perché in “Doris Ortiz” hai fatto scelte stilistiche agli antipodi del lavoro precedente? Se sento che l’onda creativa mi porta su territori differenti dai precedenti la seguo e basta. Poco m’importa della grammatica cinematografica o dell’ortodossia della storia. Tantomeno se piacerà. Doris lo definisco un video d’ispirazione pop che, tra le altre cose, ha fruttato pure una bella selezione ai Riff Awards 2012 ed una prossima distribuzione. In quel corto ciò che conta è l’immagine, è da lì parte tutto. Lo spettatore non ha possibilità di immedesimarsi nei personaggi ma piuttosto viene catturato da una serie di stimoli visivi, spesso anche spiacevoli. Il resto passa in secondo piano.

Cosa intendi dire? Che “Doris Ortiz” è un’operazione d’immagine, un evento virale che si crea dal nulla, un’ alterazione visiva…se vuoi continuo ma il concetto è sempre lo stesso ed è per questo che spesso lo presento assieme a personaggi che ritengo essere altrettanto pop come Principe Maurice, Erik Strauss, Family Morton. Insomma è un’opera che richiede una cornice piuttosto forte.

Cosa cerchi in un attore? Intelligenza, coraggio e fiducia. Il mio nome è una tutela per tutti perché se non sono sicuro di un progetto sono il primo a non mettersi in gioco.

Ci parli del progetto L.I.V.? E’ un progetto no profit di collaborazione tra artisti, non necessariamente solo del settore audio-video, finalizzato alla produzione indipendente di film, sperimentazioni visive e alla loro promozione. Credo che l’attualità dell’arte sia nelle contaminazioni, negli interscambi, in tutto ciò che è trasversale.

Tu fai cinema di genere. Perché questa scelta? Più che di genere preferirei definirlo autoriale, tutto qui.

Progetti futuri? …creare dive pop (ride)…Scherzi a parte, per il momento non te lo so’ dire con esattezza. Sto’ leggendo alcuni script che mi sono stati inviati, “Doris Ortiz” a ottobre sarà al Florence Queer Festival, a fine anno uscirà un videoart in collaborazione con Adolfina De Stefani e poi…chi lo sa’…la creatività non funziona a comando.

ABALUTH

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di assistere con un’amica alla proiezione del cortometraggio pop noir Doris Ortiz, ecco l’intervista che ci ha concesso il regista Daniele Sartori.

Intervista al regista Daniele Sartori

– Come sei diventato regista, quando e come hai cominciato?
Dirti quando ho cominciato è difficile dal momento che da bambino giocavo con la super 8 di mio padre a fare i film dell’orrore, ma scherzi a parte, è partito tutto da un casting andato bene, e così mi son trovato ad essere il double di Craig in Bond. Poco dopo ho frequentato l’Accademia Teatrale Veneta, diplomandomi attore, ma l’amore per il cinema e la voglia di dirigere quello che scrivevo era più forte. Le cose sono andate avanti fino all’ultima bella esperienza accanto a Johnny Depp e la Jolie. Insomma ho imparato sul “campo”… È successo tutto in modo naturale e inaspettato.

– Qual è il tuo… background culturale che ti ha portato e ti porta a fare cinema, cioè la spinta a scegliere come mezzo espressivo la macchina da presa?
Non è stata una scelta consapevole, sono andato in questa direzione perché evidentemente per me era la più naturale. Credo che la vita sia fatta di fasi e ogni fase ha le sue caratteristiche, i suoi linguaggi creativi, i suoi momenti di non creatività o di non comunicazione. Se domani mi verrà voglia di disegnare, proverò a fare un quadro e se mi darà soddisfazione farlo allora si aprirà un nuovo periodo creativo.

– Che cosa vuoi esprimere con le tue opere?
Dipende! In generale però in tutte c’è un tema comune: la contraddizione tra ciò che pensiamo di volere e ciò che vogliamo realmente.

– Quale delle tue opere è la tua preferita?
Magma. Corto oltre la sperimentazione, che non uscirà mai e che ho ritirato da qualsiasi canale di distribuzione. E ti dico pure il perché: era un film disturbante, astratto, la gente invece vuole una storia, delle connessioni, dei motivi. Eppure spesso nella vita di tutti i giorni non esiste alcuna connessione, alcuna storia di rilievo, anzi spesso facciamo cose senza alcun motivo.

– Quale sarà il tuo prossimo progetto?
Sto leggendo alcuni soggetti che mi hanno inviato in questo periodo. Poi deciderò. Intanto sarò a Napoli da Ettore Scola per “L’Appuntamento” e affiancherò Daniele Vicari (Diaz) in giuria per Short in Venice 2012. Poi girerò un po’ per accompagnare “Doris Ortiz” ai Festival in cui è stato selezionato.

– Hai tratto ispirazione o comunque sei stato particolarmente solleticato da quale o quali autori, scrittori o registi, o artisti in genere?
Non ho un regista di riferimento, ho piuttosto molti film di riferimento. Ma se proprio devo dire un nome indubbiamente Shinya Tsukamoto. Trovo inoltre che i video di Manson siano avanguardia allo stato puro, si avvale di artisti eccezionali. La maggior parte delle cose più interessanti che vedo sono nella pubblicità e nei videoclip.

– In particolare c’è una motivazione precisa che ti ha fatto riproporre un’estetica di stile pop art nel tuo ultimo film Doris Ortiz?
“Perché non è vero che il Pop è morto!”. Ahhha! Questo ormai è lo slogan tormentone coniato durante le presentazioni del film. Doris è Pop perché non c’è interiorità nella storia, ma piuttosto un insieme di stimoli visivi, di simbolismi del quotidiano, è una manipolazione d’immagini già note, specialmente al mondo queer. Perfino le voci degli attori sono state alterate. Amo la Pop Art, volevo ripresentarla a modo mio e Doris è stata l’occasione giusta soprattutto dopo un’opera molto classica come “L’Appuntamento”.

– Quanto pensi possano incidere sul risultato finale tecniche di ripresa e di montaggio innovative?
Moltissimo. Credo che l’avanguardia cinematografica sia nei nuovi software, soprattutto in post-produzione più li sai smanettare e più vai oltre. Attenzione però perché senza storia o idee non vai comunque da nessuna parte.

– Che tipo di approccio hai nella progettazione di un’idea e ti avvali della collaborazione di altri artisti in questo?
Penso che un’idea non si possa progettare, ti salta fuori quando meno te lo aspetti, comunque di solito nella fase di scrittura divento un eremita. Poi propongo il progetto agli amici più stretti, ovvero i professionisti con cui ormai collaboro da anni, Flavio Zattera, Marco Zanelli, Ivan Stefanutti, Mauro Tuveri, Anna Lazzarini, Paolo Simone. Con loro faccio il punto della situazione e se piace si comincia.

– Quanta importanza hanno nella realizzazione dei tuoi corti i rapporti con tutti coloro che fanno parte di troupe e cast, sicuramente non motivati da attrattive… economiche ma da passione condivisa?
Ti assicuro che nell’ambito del cinema indipendente, o comunque nei miei lavori, nessuno ha alcuna motivazione economica perché non c’è proprio alcun guadagno in ciò che facciamo… anzi! C’è solo passione, amicizia e voglia di divertirsi. I ragazzi della troupe sono professionisti seri ma prima di tutto sono amici, e alcuni lo sono diventati dopo aver lavorato con me sul set. Con gli attori invece è diverso, purtroppo terminato un film è difficile che riesca a rivederli, hanno sempre mille impegni!

– Può essere un incentivo alla creatività, paradossalmente, dover contare su mezzi spesso limitati, sempre economicamente parlando?
Assolutamente si, siamo un po’ come i bambini che giocano col lego e che con poche mattonelle a disposizione riescono a costruire astronavi!

(intervista di Monica Salomoni e Fabrizia Scorzoni)

“L’Appuntamento | Director’s Cut 2012” del Regista Daniele Sartori | Finalista a “I CORTI SUL LETTINO – Cinema e Psicanalisi” # Presidente di Giuria ETTORE SCOLA

“L’Appuntamento | Director’s Cut 2012” , il cortometraggio pluripremiato di Daniele Sartori, è tra i cinque finalisti di “Cinema e Psicanalisi | 4.Festival del Cortometraggio” organizzato nell’ambito della prestigiosa rassegna partenopea “XIII accordi@DISACCORDI | Festival del cinema all’aperto di Napoli”.

La proiezione del film, che verrà proposto nella versione Director’s Cut 2012, e le premiazioni della giuria presieduta da Ettore Scola avverranno presso l’Arena Cinematografica di Napoli, nella suggestiva cornice del Parco del Poggio, martedì 4 settembre 2012 dalle ore 21.00 in poi.

con

“Francesco” Leonardo Santini

“Dott. Corsi” Tommaso Minniti

“Segretaria Dott. Corsi” Eleonora Bolla

Soggetto | Sceneggiatura | Regia Daniele Sartori

Direttore della Fotografia Flavio Zattera

Montaggio Marco Zanelli

Supervisione Artistica Ivan Stefanutti

Musica Marina Penzo

Distribuzione RIFF

Sinossi

Francesco (Leonardo Santini), reso fragile dalla scoperta del tradimento della fidanzata, è ossessionato dalla curiosità di incontrare il suo rivale. Entrambi credono d’essere sconosciuti l’uno all’altro, ma si sbagliano. Il ragazzo, arriverà alla resa dei conti col suo avversario confessando ciò che lo tormenta a qualcuno che si rivelerà essere non solo uno psicologo (Tommaso Minniti).

Official Selection  242 Movie TV Contest On Line

Official Selection Omovies 2012

Official Selection  Fuori Concorso Festival O’Curt 2011

Official Selection 8. Venice Film Meeting

Official Selection CineVillage – Padova

Official Selection “Fiaticorti 2011″

Official Selection “Borgo in Corto 2011 – BIC 2011″

Official Selection Casa del Cinema di Venezia 2011

Official Selection “Short Stories” – Cooming Soon Television 

Official Selection FFF – Foggia Film Festival 2012

Official Selection AIFF 2012

Official Selection Cinema e Psicanalisi “I corti sul lettino” 2012

Premi

Festival Omovies 2010 Napoli

come

Miglior corto 2010

“per la straordinaria facilità con cui tutti gli elementi tecnici contribuiscono allo sviluppo di una storia complessa e dalle sottili implicazioni psicologiche raccontata con grande naturalezza e sensibilità, riuscendo a coinvolgere lo spettatore, colpendolo con la stessa dirompenza che travolge il protagonista, con un sentimento di odio che sfocia nell’attrazione fisica.”

Miglior attore

“per la squisita spontaneità con la quale Leonardo Santini interpreta un ruolo complesso che richiede un continuo cambiamento di stato d’animo sostenuto da una non comune capacità di controllo.”

Miglior sceneggiatura

“per come ogni singola inquadratura e ogni dialogo contribuiscono al disvelamento di una storia costruita come un giallo dell’anima e raccontata con grande credibilità e verosimiglianza.”

Miglior fotografia

“per la qualità caravaggesca della fotografia [di Flavio Zattera], che contribuisce fattivamente allo sviluppo narrativo della storia.”

Premio Mediateca S.Sofia

“Il corto rappresenta una voce originale ed interessante nella rosa dei cortometraggi in concorso. Il regista ha diretto con padronanza i bravissimi attori, e ci ha presentato una storia che, muovendosi in un ambito noir ricco di suspense, ha offerto una possibilità di riflessione allo spettatore. Infatti, realizza una messinscena che, pur lontana dalla pratica effetiva della psicoanalisi, ci svela come il vero oggetto del desiderio del protagonista non è quello che lui consapevolmente crede, ma quello che emerge dal suo inconscio. Questo film è apprezzabile anche perché, illustrando il problema del riconoscimento effettivo del proprioo desiderio, si inscrive appieno nel questioning, ambito cui il festival Omovies ha da sempre riservato un notevole spazio e che, allargandone i confini, lo ha distinto dagli altri festival di cinema gay.”

Premio Festival dei Diritti Umani di Napoli

“per la capacità di mostrare e raccontare, in maniera diretta e realistica, le difficoltà legate all’espressione dei sentimenti e delle sensazioni nel loro conflitto costante con la ragione e l’intelletto, attraverso uno sguardo tecnicamente sapiente, accorto ed ineccepibile, nonché artisticamente lodevole.”