“WHAT ABOUT ALICE ?” DI DANIELE SARTORI AL LIDO DI VENEZIA

Siamo lieti di comunicare che “WHAT ABOUT ALICE ?” del Regista Daniele Sartori sarà proiettato durante i giorni della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica al Venice Film Meeting, martedì 3 settembre, ore 16, presso il Multisala Astra del Lido di Venezia.

Il videoart di Sartori, già selezionato all’ultimo Festival del Cinema Indipendente di Roma (RIFF Award 2013), a Sapere Aude | Circuito Off | 55ma Biennale d’Arte, installato presso gli spazi della 3D Gallery e di Remix-Art, è una reinterpretazione del testo di Carroll, un’irriverente versione dark di una Alice invecchiata e molto lontana del paese delle meraviglie. Il video, che inizialmente coinvolge lo spettatore con un breve clip del celebre racconto, si dispiega successivamente in quattro capitoli visivi inquietanti e dissacranti dell’icona dell’infanzia serena per eccellenza.

“WHAT ABOUT ALICE ?” è patrocinato dall’ Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia, distribuito da The Open Reel, sostenuto dal Centro Culturale Candiani e da CinemArte.

Recensione di Vincenzo Patanè [Critico Cinematografico]

L’Alice del titolo è ovviamente quella dei due celeberrimi romanzi di Lewis Carroll: Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie (1865) e Attraverso lo specchio (1872). Qui però Alice viene rivisitata e ricontestualizzata in termini del tutto nuovi. Infatti è una persona adulta (interpretata da una spiritosa Adolfina De Stefani) e le “meraviglie” in cui si imbatte sono ben diverse, più inquietanti, dal sapore gotico. Non esistendo un plot di base, il contenuto evidentemente non si presta a una lettura univoca ma al contrario invita ciascuno a una propria interpretazione personale. Dopo una breve cornice iniziale, ambientata in un contesto onirico – che riporta attraverso segnali forti, come la Regina o il Cappellaio, alle due Alici di Carroll – si dipanano quattro capitoli, impregnati da un gusto queer fortemente allusivo e trasgressivo:
# 1. rolling A. # 2. atomic A. # 3. A. loves datura # 4. A. escapes
Se un sottile fil rouge collega i quattro capitoli, ognuno presenta però caratteristiche stilistiche differenti, espresse anche attraverso effetti speciali, come se ciascuno fosse un’esperienza a sé. Nel primo capitolo vediamo Alice rotolare giù in un prato, in una caduta lunghissima, iterata più volte, da più punti di vista e splendidamente ripresa; una caduta che ricorda quella lenta e ponderata dell’Alice di Carroll che per rincorrere il Bianconiglio precipita in un tunnel che sembra non avere mai fine. Il secondo, sicuramente il più criptico, ci mostra due nudi maschili incappucciati distesi su un prato, deformati da effetti anamorfici, con un taglio che ricorda la pittura di Rubens. Nel terzo la nostra Alice odora dei bianchi fiori di datura, una pianta allucinogena, e per questo si perde in un mondo psichedelico, dai colori saturi e vividissimi. Nell’ultimo Alice fugge via, in una corsa che però sembra talora tornare sui suoi passi, contraddicendo quasi se stessa. What about Alice? rientra in una concezione di un cinema estremamente personale, fortemente legato a una visualità che schiaccia ed esclude ogni logica e ogni velleità narrativa. È dunque un’opera girata con entusiasmo e fantasia, sintomo di un cinema vitale e quasi debordante, che ha il pregio di non avere bisogno di grandi mezzi e che per questo è quanto mai libero. È un videoart che non chiede allo spettatore di pensare ma solo di lasciarsi andare nel gorgo straripante delle immagini, collegate da un montaggio spezzettato e da una musica d’ambiente straniante, che ricorda un po’ Brian Eno. Non rimane dunque che farsi trascinare dal ritmo adrenalinico e dalla sua visionarietà ricercata, dai marcati contrasti cromatici, in cui spicca il colore rosso (foulard, cappello, scarpe, calze, rossetto, anello, il pomodoro schiacciato più volte), inteso evidentemente in un’accezione di piena sensualità e di vitalismo. Il videoart stimola inoltre con ironia lo spettatore anche su un altro versante. La frase iniziale – A. is dead – se inizialmente fa nascere il sospetto che si parli di Alice, in realtà rimanda ad un’altra frase ben più famosa e densa: Art is dead, ossia “l’arte è morta”. Una morte preconizzata, tra gli altri, già da Hegel nel 1830, il quale così volle intendere la scomparsa di un’arte intesa fino ad allora come il canale privilegiato, se non l’unico, per esprimere dei contenuti essenziali per la società. In realtà, però, l’arte è ben lungi dall’essere morta, anzi; ora, mutata, propone una diversa comunicazione che spesso sfrutta una voluta contaminatio fra più espressioni artistiche, che così si arricchiscono a vicenda, e fra codici diversi, che si fanno dunque portavoce di nuovi significati. È il caso di What about Alice?, un’opera che in fin dei conti esalta quello che è pur sempre lo scopo primario della poesia e dell’arte tout court: stimolare la mente umana attraverso immagini. Proprio ciò che avviene qui, con l’esaltazione di un universo ludico ed erotico, segnato da momenti spiazzanti e dal significato ambiguo che intrigano lo spettatore.

Review by Vincenzo Patanè [Film Critic]

The Alice referred to in the title is obviously the girl of Carroll’s most famous works, Alice’s Adventures in Wonderland (1865) and Through the Looking Glass (1872). Yet here Alice comes to be revisited and reexamined in brand new ways. She is a grown-up woman now (a role amusingly performed by Adolfina De Stefani), introduced to a different sort of “Wonderland”, a more disturbing and goth-like type of Land. There is not a basic plot in this work and hence its content ought not to be interpreted in an indisputable manner. On the contrary, each viewer is requested to give his or her own personal interpretation. After a short introductory framework – set in a dreamlike background which brings back the two Carroll’s Alices through its strong signals, as the Queen or the Hatter – the work begins to assume a definite form by developing four chapters, which are permeated by a particularly allusive and transgressive queer taste:
# 1. rolling A. # 2. atomic A. # 3. A. loves datura # 4. A. escapes
Even if there is a thin red thread connecting these four chapters, each of them is marked by different stylistic features, expressed through special effects, as if each one represented an independent and separate experience. In the first chapter, Alice is seen tumbling down a meadow, in a long fall, which is beautifully shot several times during the work from different points of view. This fall cannot but resemble the slow and deliberate one the Carroll’s Alice pursued down the White Rabbit hole, falling in a tunnel she felt was never ending. In the second chapter, which is undoubtedly the most cryptic one, two naked hooded men are seen lying on a lawn, disfigured by such anamorphic effects resembling Rubens’ painting. In the third chapter, our Alice is seen smelling white datura flowers, an hallucinogenic plant, losing herself in a psychedelic world marked by intensely bright and saturated colors. In the end, in the last chapter, Alice runs away, yet escaping in such a way she comes to retrace her steps, and seemingly ends up contradicting herself. What about Alice? is part of a concept of a very personal cinema direction, strongly linked to such a visuality that overwhelms and excludes any logic and narrative ambition. It is a work produced with enthusiasm and creativity, symptom of a lively and overflowing film-making, whose advantage is that it does not need large production resources to determine its own actions, and has therefore more freedom to express itself. This is a videoart which does not ask the viewer to think, but just to let himself or herself go into the overflowing vortex of images connected by a fragmented editing and an alienating ambient music, somewhat resembling Brian Eno’s works. What the viewer can do, therefore, is to abandon himself or herself to the stirring rhythm of this work and its refined visionary character, marked by sharp color contrasts, where the red color notably stands out – it is the color of the scarf, of the hat, of the shoes, of the stockings, of the lipstick, of the ring, and of the tomato being squashed several times during the video. This color is clearly seen as a representation of full sensuality and vitality. What is more, this artistic video comes to stimulate the viewer on another different note. If the opening sentence – A. is dead – seems to make the viewer aware of what had happened to Alice, it actually refers to a more familiar and deeper expression: Art is dead. This is a death Hegel, among others, had already foretold in 1830, as he wanted to point out the disappearance of a type of art meant as the preferred channel, and might in fact be the only one possible, to express essential principles for society. Yet art is actually far from being dead at the present time. In fact, art is suggesting a different type of communication now, by changing its inner structures and often exploiting a deliberate contaminatio between ever developing different artistic expressions, which demonstrate the value of new deeper meanings. This is the case of What about Alice?, a work that ultimately enhances the actual primary purpose of poetry and art tout court: to stimulate the human mind through images. Which is exactly what happens here, through the celebration of a playful and erotic universe, marked by extremely intriguing moments, however puzzling they might be.

W.a.A ?

Videoart | Italia, 2012 | 7′ col. | Director Daniele Sartori | Screenplay Daniele Sartori | Editing Daniele Sartori | Photography Damiano Bertazzo | Music L.I.V. | Sound Enrico Lenarduzzi | Performers Adolfina De Stefani, Family Morton, Erik Strauss, Donato Ceron, Mark Fabrique | Production Lost In Vauxhall | Distribution “The Open Reel”

Link to “What about Alice ? ” Official site

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WHAT ABOUT ALICE ? \ CALENDARIO INSTALLAZIONI DEL VIDEOARTE FIRMATO DA DANIELE SARTORI

25.26 Maggio | Torre della vecchia prigione | Asolo Contemporary

ASOLO CONTEMPORARY WEBSITE

31 Maggio | Chiostro dei Carmini \ h.21 | Venezia

VIDEOARTE MAURIZIO COSU

13 Giugno \ h. 19 | 3D Gallery

3D GALLERY WEBSITE 2013

14 Giugno \ h. 21 | Galleria Candiani | Mes3 | REMIX-ART

CANDIANI WEBSITE

22 Giugno \ h.20 | Sapere Aude | Esposizione Ca’ Zanardi | Art-Night Venezia

SAPERE AUDE WEBSITE

W.a.A ?

SAPERE AUDE

“WHAT ABOUT ALICE ?” DEL REGISTA DANIELE SARTORI AL ROME INDEPENDENT FILM FESTIVAL / XII° EDITION / RIFF AWARDS 2013

Siamo lieti di comunicare che il videoart “What about Alice ?” del regista Daniele Sartori è stato selezionato al Rome Independent Film Festival 2013. L’opera, patrocinata dall’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia, distribuita da The Open Reel e selezionata ai RIFF Awards nella sezione Experimental Short Films, è una reinterpretazione del testo di Carroll, un’irriverente versione dark di una Alice invecchiata e ormai molto lontana del paese delle meraviglie. Il videoarte, che inizialmente coinvolge lo spettatore con un breve clip del celebre racconto, si dispiega successivamente in tutta la forza del messaggio simbolico che il regista intende trasmettere, attraverso quattro capitoli visivi inquietanti e dissacranti dell’icona dell’infanzia serena per eccellenza. Daniele Sartori si è avvalso della collaborazione di Damiano Bertazzo, che ha effettuato le riprese, e dei perfomers Family Morton, Erik Strauss, Donato Ceron e Mark Fabrique. Per l’occasione l’artista Adolfina De Stefani ha interpretato Alice.

W.a.A ?

W. a. A. ? | recensione a cura di Vincenzo Patanè.

L’Alice del titolo è ovviamente quella dei due celeberrimi romanzi di Lewis Carroll: Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie (1865) e Attraverso lo specchio (1872). Qui però Alice viene rivisitata e ricontestualizzata in termini del tutto nuovi. Infatti è una persona adulta (interpretata da una spiritosa Adolfina De Stefani) e le “meraviglie” in cui si imbatte sono ben diverse, più inquietanti, dal sapore gotico. Non esistendo un plot di base, il contenuto evidentemente non si presta a una lettura univoca ma al contrario invita ciascuno a una propria interpretazione personale. Dopo una breve cornice iniziale, ambientata in un contesto onirico – che riporta attraverso segnali forti, come la Regina o il Cappellaio, alle due Alici di Carroll – si dipanano quattro capitoli, impregnati da un gusto queer fortemente allusivo e trasgressivo:

What about Alice ?

# 1. rolling A. # 2. atomic A. # 3. A. loves datura # 4. A. escapes

Se un sottile fil rouge collega i quattro capitoli, ognuno presenta però caratteristiche stilistiche differenti, espresse anche attraverso effetti speciali, come se ciascuno fosse un’esperienza a sé. Nel primo capitolo vediamo Alice rotolare giù in un prato, in una caduta lunghissima, iterata più volte, da più punti di vista e splendidamente ripresa; una caduta che ricorda quella lenta e ponderata dell’Alice di Carroll che per rincorrere il Bianconiglio precipita in un tunnel che sembra non avere mai fine. Il secondo, sicuramente il più criptico, ci mostra due nudi maschili incappucciati distesi su un prato, deformati da effetti anamorfici, con un taglio che ricorda la pittura di Rubens. Nel terzo la nostra Alice odora dei bianchi fiori di datura, una pianta allucinogena, e per questo si perde in un mondo psichedelico, dai colori saturi e vividissimi.

Erik Strauss

Nell’ultimo Alice fugge via, in una corsa che però sembra talora tornare sui suoi passi, contraddicendo quasi se stessa. What about Alice? rientra in una concezione di un cinema estremamente personale, fortemente legato a una visualità che schiaccia ed esclude ogni logica e ogni velleità narrativa. È dunque un’opera girata con entusiasmo e fantasia, sintomo di un cinema vitale e quasi debordante, che ha il pregio di non avere bisogno di grandi mezzi e che per questo è quanto mai libero. È un videoart che non chiede allo spettatore di pensare ma solo di lasciarsi andare nel gorgo straripante delle immagini, collegate da un montaggio spezzettato e da una musica d’ambiente straniante, che ricorda un po’ Brian Eno. 

What about Alice ?

Non rimane dunque che farsi trascinare dal ritmo adrenalinico e dalla sua visionarietà ricercata, dai marcati contrasti cromatici, in cui spicca il colore rosso (foulard, cappello, scarpe, calze, rossetto, anello, il pomodoro schiacciato più volte), inteso evidentemente in un’accezione di piena sensualità e di vitalismo. Il videoart stimola inoltre con ironia lo spettatore anche su un altro versante. La frase iniziale – A. is dead – se inizialmente fa nascere il sospetto che si parli di Alice, in realtà rimanda ad un’altra frase ben più famosa e densa: Art is dead, ossia “l’arte è morta”.

Family Morton | Cristabell Morton

Una morte preconizzata, tra gli altri, già da Hegel nel 1830, il quale così volle intendere la scomparsa di un’arte intesa fino ad allora come il canale privilegiato, se non l’unico, per esprimere dei contenuti essenziali per la società. In realtà, però, l’arte è ben lungi dall’essere morta, anzi; ora, mutata, propone una diversa comunicazione che spesso sfrutta una voluta contaminatio fra più espressioni artistiche, che così si arricchiscono a vicenda, e fra codici diversi, che si fanno dunque portavoce di nuovi significati. È il caso di What about Alice?, un’opera che in fin dei conti esalta quello che è pur sempre lo scopo primario della poesia e dell’arte tout court: stimolare la mente umana attraverso immagini. Proprio ciò che avviene qui, con l’esaltazione di un universo ludico ed erotico, segnato da momenti spiazzanti e dal significato ambiguo che intrigano lo spettatore.  [Vincenzo Patanè]

official site | what | about | alice | ?

 

SARTORI TRA I PRIMI ARTISTI INVITATI A “SAPERE AUDE” CIRCUITO – OFF 55° BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA

Il regista Daniele Sartori è tra i primi artisti selezionati all’esposizione “SAPERE AUDE” | CIRCUITO – OFF  55 ° Biennale d’Arte di Venezia. La collettiva organizzata da Vernice Contemporanea presenterà da giugno a novembre 2013, mostre, one-night event, performance, installazioni, videoart, e già si preannuncia come uno degli appuntamenti più innovativi della prossima stagione artistica veneziana. Nonostante le selezioni siano ancora in corso, sono già stati resi noti alcuni dei nomi degli artisti invitati all’expo/evento: Massimo Casagrande e Manuel Casellas per le installazioni, Adolfina De Stefani e Antonello Mantovani per le performance, Daniele Sartori per i videoart, Luca Desienna per la fotografia, Carlo Pucci per le animazioni video, Salvatore Scafiti, Michele Principato Trosso e Federico Meneghello per la pittura.

Daniele Sartori presenterà il videoarte “What about Alice?”, selezionato ai prossimi RIFF Awards 2013 di Roma, nei suoi quattro dissacranti capitoli visivi ispirati al famoso testo di Carroll. Tra i performer del video, oltre all’artista Adolfina De Stefani segnaliamo i Morton Family, Erik Strauss e Donato Ceron.

Di seguito, cliccando sulle immagini, i links di VERNICE CONTEMPORANEA e WHAT ABOUT ALICE ?

VERNICE CONTEMPORANEAW.a.A ?

Fonte©vernicecontemporanea.it

“WHAT ABOUT ALICE ?” | Il Critico Cinematografico Vincenzo Patanè presenta il videoart del Regista Daniele Sartori installato il 24.11 negli spazi della 3D Gallery | Paola Baldari ha ritratto l’evento

“L’Alice del titolo è ovviamente quella dei due celeberrimi romanzi di Lewis Carroll: Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie (1865) e Attraverso lo specchio (1872). Qui però Alice viene rivisitata e ricontestualizzata in termini del tutto nuovi. Infatti è una persona adulta (interpretata da una spiritosa Adolfina De Stefani) e le “meraviglie” in cui si imbatte sono ben diverse, più inquietanti, dal sapore gotico. Non esistendo un plot di base, il contenuto evidentemente non si presta a una lettura univoca ma al contrario invita ciascuno a una propria interpretazione personale. Dopo una breve cornice iniziale, ambientata in un contesto onirico – che riporta attraverso segnali forti, come la Regina o il Cappellaio, alle due Alici di Carroll – si dipanano quattro capitoli, impregnati da un gusto queer fortemente allusivo e trasgressivo:

# 1. rolling A.

# 2. atomic A.

# 3. A. loves datura

# 4. A. escapes

Se un sottile fil rouge collega i quattro capitoli, ognuno presenta però caratteristiche stilistiche differenti, espresse anche attraverso effetti speciali, come se ciascuno fosse un’esperienza a sé. Nel primo capitolo vediamo Alice rotolare giù in un prato, in una caduta lunghissima, iterata più volte, da più punti di vista e splendidamente ripresa; una caduta che ricorda quella lenta e ponderata dell’Alice di Carroll che per rincorrere il Bianconiglio precipita in un tunnel che sembra non avere mai fine. Il secondo, sicuramente il più criptico, ci mostra due nudi maschili incappucciati distesi su un prato, deformati da effetti anamorfici, con un taglio che ricorda la pittura di Rubens. Nel terzo la nostra Alice odora dei bianchi fiori di datura, una pianta allucinogena, e per questo si perde in un mondo psichedelico, dai colori saturi e vividissimi.  Nell’ultimo Alice fugge via, in una corsa che però sembra talora tornare sui suoi passi, contraddicendo quasi se stessa.

What about Alice? rientra in una concezione di un cinema estremamente personale, fortemente legato a una visualità che schiaccia ed esclude ogni logica e ogni velleità narrativa. È dunque un’opera girata con entusiasmo e fantasia, sintomo di un cinema vitale e quasi debordante, che ha il pregio di non avere bisogno di grandi mezzi e che per questo è quanto mai libero.

È un videoart che non chiede allo spettatore di pensare ma solo di lasciarsi andare nel gorgo straripante delle immagini, collegate da un montaggio spezzettato e da una musica d’ambiente straniante, che ricorda un po’ Brian Eno. Non rimane dunque che farsi trascinare dal ritmo adrenalinico e dalla sua visionarietà ricercata, dai marcati contrasti cromatici, in cui spicca il colore rosso (foulard, cappello, scarpe, calze, rossetto, anello, il pomodoro schiacciato più volte), inteso evidentemente in un’accezione di piena sensualità e di vitalismo.

Il videoart stimola inoltre con ironia lo spettatore anche su un altro versante. La frase iniziale – A. is dead – se inizialmente fa nascere il sospetto che si parli di Alice, in realtà rimanda ad un’altra frase ben più famosa e densa: Art is dead, ossia “l’arte è morta”. Una morte preconizzata, tra gli altri, già da Hegel nel 1830, il quale così volle intendere la scomparsa di un’arte intesa fino ad allora come il canale privilegiato, se non l’unico, per esprimere dei contenuti essenziali per la società.

In realtà, però, l’arte è ben lungi dall’essere morta, anzi; ora, mutata, propone una diversa comunicazione che spesso sfrutta una voluta contaminatio fra più espressioni artistiche, che così si arricchiscono a vicenda, e fra codici diversi, che si fanno dunque portavoce di nuovi significati. È il caso di What about Alice?, un’opera che in fin dei conti esalta quello che è pur sempre lo scopo primario della poesia e dell’arte tout court: stimolare la mente umana attraverso immagini. Proprio ciò che avviene qui, con l’esaltazione di un universo ludico ed erotico, segnato da momenti spiazzanti e dal significato ambiguo che intrigano lo spettatore.”

Vincenzo Patanè

[Foto di Paola Baldari – ©]

24.11.2012 | “WHAT ABOUT ALICE ?” DEL REGISTA DANIELE SARTORI IN ANTEPRIMA AL CANDIANI E ALLA 3D GALLERY | MESTRE [VE]

Sabato 24 novembre 2012 sarà presentato in anteprima il videoart “What about Alice ?” diretto dal Regista Daniele Sartori. L’opera è una reinterpretazione del testo di Carroll, un’irriverente versione dark di un Alice invecchiata e ormai molto lontana del paese delle meraviglie. Il videoart, che inizialmente coinvolge lo spettatore con un breve clip del celebre racconto, si dispiega successivamente, in tutta la forza del messaggio simbolico che il Regista intende trasmettere (ad esempio “A.RT IS DEAD”), attraverso quattro capitoli visivi inquietanti e dissacranti dell’icona dell’infanzia serena per eccellenza.

Daniele Sartori si è avvalso della collaborazione di Damiano Bertazzo, che ha effettuato le riprese, e dei perfomers Family Morton, Erik Strauss, Donato Ceron e Mark Fabrique. Per l’occasione l’artista Adolfina De Stefani ha interpretato Alice.

L’appuntamento con il vernissage di “What about Alice ?” è a Mestre (Venezia) sabato 24 novembre, alle 19.30, presso il Centro Culturale Candiani (sala I° piano, ingresso libero) e alle ore 20 nello spazio della 3D Gallery, dove verrà installato il video (Palazzo Donatello – Piazzale Candiani 31). La presentazione critica dell’opera è affidata a Vincenzo Patanè e Lucia Majer mentre la video-installazione in galleria è a cura di Adolfina De Stefani e Sara Sist. Sartori sarà presente all’evento. Si ringrazia la Videoteca Candiani di Mestre e la Direzione di Circuito Cinema di Venezia.

W.a.A ?

CREDITS

Performers: Adolfina De Stefani, Family Morton, Erik Strauss, Donato Ceron, Mark Fabrique

Video-Project |  Daniele Sartori

Director |  Daniele Sartori

Cameraman | Damiano Bertazzo

Editing | Daniele Sartori

Music & Sound Design |L.I.V.

Format/Running time | HD – Color – Dolby Digital – 7 min.

Country/Year | Italy – 2012

Distribution | The Open Reel

“What about Alice?” is a reinterpretation of the work of Carrol, which is an irreverent and dark version of a grown old Alice, who is now far away from her Wonderland. This artistic video beginswith a short clip of the famous story and continues, with all the strenght of the symbolic message that the Director wants to convey, through four disturbing and debuking visual chapters, which turn upside-down the typical icon of the happy childhood.

Daniele Sartori, veneziano, si diploma attore all’Accademia Teatrale Veneta. Dopo pochi anni esordisce alla regia cinematografica scrivendo e dirigendo i primi cortometraggi, “Magma” e “Ora scelgo io”. Numerosi sono i contributi professionali nell’ambiente del cinema indipendente veneziano e milanese. Fonda e avvia il progetto “Lost In Vauxhall” per la produzione di videoclip e short film, ambito che predilige. Nel 2010, avvalendosi della collaborazione del Direttore della fotografia Flavio Zattera e di Marco Zanelli, scrive e dirige “L’Appuntamento”, cortometraggio pluripremiato che riscuote ottimo successo e proiettato al Venice Film Meeting  in occasione della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Firma inoltre gli Spot 2010-’11-’12 del Queer Lion Award, premio collaterale della Biennale del Cinema di Venezia, a cui vi partecipa come giurato. Nel 2012 realizza “Doris Ortiz”, cortometraggio finalista al “Roma Independent Film Festival” RIFF 2012, che raggruppa numerosi talenti emergenti tra i quali gli attori Giuseppe Sartori e Andrea Pizzalis. Poco dopo affianca Daniele Vicari in giuria per “Short in Venice 2012” e pubblica “L’Appuntamento – Director’s Cut” e il video art “What about Alice?” installato presso la 3D Gallery a Venezia.

Daniele Sartori, Venetian, graduated as an actor at the Accademia Teatrale Veneta. He particularly took a deeper dive into the cinematographic field of the short film, which is the sector he prefers, writing, producing and directing his first works entitled Magma and Ora scelgo io. There have been many contributions and collaborations in the independent cinematography sector from Venice and Milan. He established the production company Lost in Vauxhall for producing exclusively videoclips and short films. In 2010 writes and directs L’Appuntamento, the greatly successful and award-winning short movie projected at 8.Venice Film Meeting during the 68th Venice International Film Festival. 2010 – 2011 – 2012 promos for the Queer Lion Awards, collateral awards of the Venice Film Biennale, where he attended in 2010 as a juryman, bore his name. In 2012 directs Doris Ortiz, a short-film that groups together several emerging talented actors and performances of some of the most eclectic active artists in Italy. Recently, he has been part of the jury of Short in Venice 2012 together with Italian director Daniele Vicari. His The Appointment is now a Director’s Cut.