“PRINCIPE MAURICE #TRIBUTE” DI DANIELE SARTORI AL 30°FESTIVAL MIX MILANO

Il film “Principe Maurice #Tribute” del regista Daniele Sartori,  verrà proiettato giovedì 30 giugno 2016, ore 22.30, Teatro Strehler, al 30°FESTIVAL MIX MILANO. Nel documentario, l’icona storica della notte, si racconta in una versione inedita dall’esordio al Cocoricò, al Plastic fino al recente Carnevale di Venezia. Hanno collaborato con Sartori, il Direttore della fotografia Luca Perotta, Matteo Santi, Francesca Marelli, Matteo Zonca, Damiano Bertazzo e Enrico Lenarduzzi. Per le musiche originali si segnala la collaborazione dei Datura, protagonisti e precursori assoluti del panorama techno italiano, e di Tequnobusker.

RECENSIONE DEL CRITICO CINEMATOGRAFICO VINCENZO PATANE’

Al suo sesto film – Principe Maurice #Tribute – Daniele Sartori stupisce ancora, con un prodotto del tutto differente dai precedenti, mostrando così di saper spaziare con abilità da un genere all’altro, grazie a una poliedricità certo non comune. Stavolta il regista veneziano si è cimentato con un documentario, un mediometraggio di 50 minuti, giocando con la struttura tipica del genere – interviste alternate a spezzoni di immagini – per caricarla però di una insolita forza visiva e di un messaggio tutt’altro che banale. Merito suo ma anche del protagonista del doc: il Principe Maurice Agosti, per il quale non è facile trovare un’etichetta: attore, cantante, performer, regista, organizzatore di eventi e tanto altro.

Attorno agli anni Novanta, Maurice decise di abbandonare la vecchia vita per provare qualcosa di totalmente nuovo che, almeno qui da noi in Italia, non trova riscontri. Grazie alla lungimiranza di alcune persone (evidentemente dagli orizzonti dilatati) che gli hanno dato carta bianca, ha potuto esprimersi al meglio, in totale libertà. Ha così inventato ex nihilo il “teatro notturno” presso la discoteca Cocoricò di Riccione e poi al Plastic di Milano, ravvivando le nottate con azioni originalissime, sorta di cabaret dall’indubbio spessore culturale e dal sapore queer e talvolta camp. In seguito, ha iniziato a collaborare al Carnevale di Venezia, diventandone Gran Cerimoniere e creando eventi che hanno trovato il proprio corifeo nella figura carismatica ed emblematica di Giacomo Casanova.
Il doc si struttura su due binari, strettamente interrelati. Da un lato Sartori, con l’intervista a Maurice, solo apparentemente distaccata, scava nella personalità ricca e sfaccettata dell’uomo; vengono così ricordati il suo background culturale e i suoi grandi amori, da Grace Jones al suo dolce compagno veneziano, purtroppo scomparso.
Nello stesso tempo, il discorso è impreziosito da alcune performance, nelle quali Maurice canta e recita – con costumi quanto mai indovinati e non di rado provocatori – affascinando lo spettatore. Sartori, anche grazie alle parole di Maurice, riesce così a far capire quanta energia, mentale prima che fisica, vi sia dietro. Maurice fonde infatti, con un mélange calibrato ma personalissimo, numerose fonti: musica classica (barocca, in particolare), arte, teatro, letteratura (a cominciare dal Futurismo, il cui manifesto si impone ex abrupto nella prima scena), canzoni raffinate (dalla Piaf a Sinatra, dalla Dietrich a Bowie), il trasformismo e la duttilità di Klaus Nomi e di Lindsay Kemp.

Il doc – meritorio già a monte per una scelta così azzeccata (mai nessuno aveva raccontato questo personaggio così originale) – è accattivante quanto denso. Con un gusto un po’ pop un po’ gotico (in omaggio a un filone dark presente da sempre nelle azioni teatrali di Maurice), tutto funziona perfettamente:  fotografia, musica, immagini (talora volutamente distorte, per connotare in maniera più incisiva il contesto) che danno il meglio nelle scene che riecheggiano Klaus Nomi, quelle che più sanno imporsi con forza allo spettatore. Intensa, raffinata, curatissima, così è l’opera di Daniele Sartori

FESTIVAL MIX MILANO OFFICIAL SELECTION 2016LINK:

PRINCIPE MAURICE #TRIBUTE TUMBLR

30°FESTIVAL MIX MILANO

 

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DANIELE SARTORI AL 6th KASHISH MUMBAI INTERNATIONAL QUEER FILM FESTIVAL CON “CONTATTO FORZATO” E “L’APPUNTAMENTO”

L’edizione 2015 del Kashish Mumbai International Queer Film Festival, il più importante evento queer cinematografico del sud Asia, vedrà tra i protagonisti della sezione cortometraggi il Regista Daniele Sartori. L’Artista veneziano presenterà “Contatto forzato”, già selezionato in numerosi festival tra cui il 30° TGLFF di Torino, il Florence Queer Festival, il RIFF Awards di Roma, e il pluripremiato “L’Appuntamento”, film vincitore di sei riconoscimenti a Omovies di Napoli nel 2010. Due anni dopo, per la distribuzione internazionale tra cui Cina e Russia, venne rilasciata una versione Director’s cut che permise al video di partecipare a numerosi altri festival e rassegne in tutto il mondo.

KASHISH MUBAI 2015In “Contatto forzato” la Seconda Guerra Mondiale è appena terminata e al centro di riconoscimento dei prigionieri di guerra, il tenente Antonio Graziani è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il tedesco Detlef Hagermann, catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa segreta da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità. Oltre ai due bravissimi protagonisti, Alberto Onofrietti e Diego Facciotti, fanno parte del cast Roger Mazzeo, Andrea Pizzalis, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon, Davide Strava e Guido Laurjni. Ne “L’Appuntamento” invece, Francesco, reso fragile dalla scoperta del tradimento della fidanzata, è ossessionato dalla curiosità di incontrare il suo rivale. Entrambi credono d’essere sconosciuti l’uno all’altro, ma si sbagliano. Il ragazzo arriverà alla resa dei conti col suo avversario confessando ciò che lo tormenta a qualcuno che si rivelerà essere non solo uno psicologo. Leonardo Santini, Tommaso Minniti ed Eleonora Bolla sono gli interpreti di questo racconto girato interamente nello splendido Palazzo Padadopoli a Venezia.

L’Appuntamento – dice Sartori – è una storia sui confini labili ed ambigui dell’emotività. Racconta di sentimenti forti ma sfumati facilmente confondibili tra loro. Talvolta ciò che ferisce può diventare desiderabile ed affascinante. Saper ascoltare quello che l’altro non ha il coraggio di dire, spesso è il segreto per viaggiare in quel territorio emotivo di confine che molti avvertono nel loro animo ma che lasciano inesplorato per il timore del non ritorno”. Il Critico Cinematografico Vincenzo Patanè scrive “L’ambiguità di Contatto forzato è l’arma vincente di una sceneggiatura calibrata e senza sbavature che fanno di questo corto un gioiello, curato in ogni particolare e denso di significato”. In entrambi i film hanno collaborato alla Direzione Artistica il Regista Ivan Stefanutti, il Direttore della Fotografia Flavio Zattera (vincitore di due premi per la migliore fotografia), Marina Penzo per le colonne sonore ed Enrico Lenarduzzi al suono.

Short Film LOCANDINA CONTATTO FORZATO REGIA DANIELE SARTORI

KASHISH POSTERKASHISH MUMBAI CONTATTO FORZATO

WEBSITE KASHISH MUMBAI INTERNATIONAL QUEER FILM FESTIVAL

WEBSITE L’APPUNTAMENTO

WEBSITE CONTATTO FORZATO