“PRISCILLA IN MYKONOS” al NAPOLIDIVINE

Tra le sorprese di “NapoliDivine”, rassegna cinematografica dedicata ai temi dell’identità di genere, della disabilità e delle migrazioni, segnaliamo la proiezione esclusiva a Napoli di “Priscilla in Mykonos”, documentario dedicato all’artista Mariano Gallo, Priscilla Drag testimonial dell’iniziativa.

priscilla-drag“Si tratta di un documentario in cui sarà possibile vedere alcuni tra i numeri più riusciti di Priscilla, i backstage degli spettacoli, conoscere meglio l’esperienza umana di Mariano Gallo e ammirare la party island queer per eccellenza: Mykonos – dice Sartori – Il video è un progetto destinato alla rete, luogo virtuale dove Priscilla può realmente raggiungere tutti i suoi fans. I Festivals, considerato che a Mykonos arrivano persone da tutto il mondo, sono un contenitore un po’ troppo stretto per quel video. La proiezione alla rassegna di Napoli sarà quindi un’esclusiva”

La proiezione di “Priscilla in Mykonos” al NapoliDivine è prevista il 20 e 21 dicembre 2016, ore 20.30, presso Officine Gomitoli – Ex Lanificio Borbonico Sava di Porta Capuana, piazza E. De Nicola 47, Napoli. Per info e aggiornamenti consultare il sito ufficiale.

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“PRINCIPE MAURICE #TRIBUTE” DI DANIELE SARTORI AL 30°FESTIVAL MIX MILANO

Il film “Principe Maurice #Tribute” del regista Daniele Sartori,  verrà proiettato giovedì 30 giugno 2016, ore 22.30, Teatro Strehler, al 30°FESTIVAL MIX MILANO. Nel documentario, l’icona storica della notte, si racconta in una versione inedita dall’esordio al Cocoricò, al Plastic fino al recente Carnevale di Venezia. Hanno collaborato con Sartori, il Direttore della fotografia Luca Perotta, Matteo Santi, Francesca Marelli, Matteo Zonca, Damiano Bertazzo e Enrico Lenarduzzi. Per le musiche originali si segnala la collaborazione dei Datura, protagonisti e precursori assoluti del panorama techno italiano, e di Tequnobusker.

RECENSIONE DEL CRITICO CINEMATOGRAFICO VINCENZO PATANE’

Al suo sesto film – Principe Maurice #Tribute – Daniele Sartori stupisce ancora, con un prodotto del tutto differente dai precedenti, mostrando così di saper spaziare con abilità da un genere all’altro, grazie a una poliedricità certo non comune. Stavolta il regista veneziano si è cimentato con un documentario, un mediometraggio di 50 minuti, giocando con la struttura tipica del genere – interviste alternate a spezzoni di immagini – per caricarla però di una insolita forza visiva e di un messaggio tutt’altro che banale. Merito suo ma anche del protagonista del doc: il Principe Maurice Agosti, per il quale non è facile trovare un’etichetta: attore, cantante, performer, regista, organizzatore di eventi e tanto altro.

Attorno agli anni Novanta, Maurice decise di abbandonare la vecchia vita per provare qualcosa di totalmente nuovo che, almeno qui da noi in Italia, non trova riscontri. Grazie alla lungimiranza di alcune persone (evidentemente dagli orizzonti dilatati) che gli hanno dato carta bianca, ha potuto esprimersi al meglio, in totale libertà. Ha così inventato ex nihilo il “teatro notturno” presso la discoteca Cocoricò di Riccione e poi al Plastic di Milano, ravvivando le nottate con azioni originalissime, sorta di cabaret dall’indubbio spessore culturale e dal sapore queer e talvolta camp. In seguito, ha iniziato a collaborare al Carnevale di Venezia, diventandone Gran Cerimoniere e creando eventi che hanno trovato il proprio corifeo nella figura carismatica ed emblematica di Giacomo Casanova.
Il doc si struttura su due binari, strettamente interrelati. Da un lato Sartori, con l’intervista a Maurice, solo apparentemente distaccata, scava nella personalità ricca e sfaccettata dell’uomo; vengono così ricordati il suo background culturale e i suoi grandi amori, da Grace Jones al suo dolce compagno veneziano, purtroppo scomparso.
Nello stesso tempo, il discorso è impreziosito da alcune performance, nelle quali Maurice canta e recita – con costumi quanto mai indovinati e non di rado provocatori – affascinando lo spettatore. Sartori, anche grazie alle parole di Maurice, riesce così a far capire quanta energia, mentale prima che fisica, vi sia dietro. Maurice fonde infatti, con un mélange calibrato ma personalissimo, numerose fonti: musica classica (barocca, in particolare), arte, teatro, letteratura (a cominciare dal Futurismo, il cui manifesto si impone ex abrupto nella prima scena), canzoni raffinate (dalla Piaf a Sinatra, dalla Dietrich a Bowie), il trasformismo e la duttilità di Klaus Nomi e di Lindsay Kemp.

Il doc – meritorio già a monte per una scelta così azzeccata (mai nessuno aveva raccontato questo personaggio così originale) – è accattivante quanto denso. Con un gusto un po’ pop un po’ gotico (in omaggio a un filone dark presente da sempre nelle azioni teatrali di Maurice), tutto funziona perfettamente:  fotografia, musica, immagini (talora volutamente distorte, per connotare in maniera più incisiva il contesto) che danno il meglio nelle scene che riecheggiano Klaus Nomi, quelle che più sanno imporsi con forza allo spettatore. Intensa, raffinata, curatissima, così è l’opera di Daniele Sartori

FESTIVAL MIX MILANO OFFICIAL SELECTION 2016LINK:

PRINCIPE MAURICE #TRIBUTE TUMBLR

30°FESTIVAL MIX MILANO

 

TORINO: “PRINCIPE MAURICE #TRIBUTE” DI DANIELE SARTORI AL 31° TGLFF

Il regista Daniele Sartori, selezionato alla trentunesima edizione del Torino Gay & Lesbian Film Festival, prevista dal 4 al 9 maggio 2016 presso il Multisala Massimo di Torino, presenterà il documentario “Principe Maurice #Tribute“. L’opera, già proposta come “work in progress” alla recente edizione del Florence Queer Festival, parteciperà nella sezione italiana “Km 0”.

TGLFF OFFICIAL SELECTION

Principe Maurice, icona della notte, si racconta in una versione inedita dall’esordio al Cocoricò, al Plastic di Milano fino al recente Carnevale di Venezia. “Principe Maurice ha ripercorso la nascita del suo personaggio – dice Sartori – in alcuni momenti raccontando aspetti molto intimi della sua vicenda personale. Ne è uscito il ritratto di un artista intenso e di una persona estremamente sensibile. Maurice è un performer unico nel suo genere che ancora oggi non ha eguali in Italia – afferma il regista – Lo stile del film è il risultato di diverse contaminazioni tra videoclip, videoarte e backstage. Spesso ho utilizzato le sue esibizioni live al grezzo. Ne è risultato un video molto “reality”, ricercatamente imperfetto. Credo che la realtà sia soprattutto imperfezione e perciò in questo modo ho provato a restituire allo spettatore le stesse atmosfere delle situazioni che ho vissuto in prima persona”.

Hanno collaborato con Sartori, il Direttore della fotografia Luca Perotta, Matteo Santi, Francesca Marelli, Matteo Zonca, Damiano Bertazzo e Enrico Lenarduzzi. Nel documentario, della durata di 50 minuti, Principe Maurice ha inolre voluto rendere omaggio ai maestri Klaus Nomi e Lindsay Kemp. Per le musiche si segnala la collaborazione dei Datura, protagonisti e precursori assoluti del panorama techno italiano, e di Tequnobusker.

“Principe Maurice #Tribute” sarà proiettato sabato 7 maggio 2016 alle ore 14.15 nella sala 3 del Cinema Massimo di Torino. Principe Maurice e Daniele Sartori saranno presenti in sala. Per aggiornamenti sul programma e maggiori informazioni consultare il website ufficiale del Festival. Maurizio Agosti e Daniele Sartori

CREDITS:
Con MAURIZIO AGOSTI “PRINCIPE MAURICE”

Prodotto e diretto da Daniele Sartori
Direttore della fotografia Luca Perotta
Suono Enrico Lenarduzzi
Cameraman Matteo Santi Luca Perotta Damiano Bertazzo
Montaggio Daniele Sartori
Produzione esecutiva Lost in Vauxhall
Assistenti set Francesca Marelli, Matteo Zonca, Paolo Simone
Musica originale Principe Maurice, Datura, Teqnobusker
Make up Alessandro Filippi
Costumi J.P. Gaultier, Issey Miyake, Atelier Arrigo Milano
Flavia Cavalcanti, Sascha Sgualdini “Free Foolery”
Sottotitoli Massimiliano Giunta
Genere Documentario
Formato-Durata HD – 16:9 – Colore – 50 min.
Nazionalità-Anno Italia – 2016
Lingua Italiano sottotitolato inglese
Location Cocoricò, Club Plastic, Carnevale di Venezia

WEBSITE TGLFF

WEBSITE PRINCIPE MAURICE #TRIBUTE

BIOGRAPHY PRINCIPE MAURICE

IL LIBRO “FARA’ NEBBIA” DI STEFANO PAOLO GIUSSANI E “CONTATTO FORZATO” DI DANIELE SARTORI AL CASSERO DI BOLOGNA

Mercoledì 20 aprile 2016, alle ore 21 presso il Cassero di Bologna, LIBERTANGO presenterà l’ultimo libro dello Scrittore Stefano Paolo Giussani: “Farà nebbia” edito da Robin Edizioni.

“FARA’ NEBBIA. Romanzo partigiano” / «Non avevi paura? Di questi tempi è pericoloso». «Il pericolo è sempre reale. La paura una scelta. Ho scelto di non avere paura». «E funziona?». «Non sempre. Ma se pensi a quello che hai già superato, aiuta».

Milano. La Seconda guerra mondiale imperversa sulla città e il nord Italia. La follia nazifascista è accentuata dalla pressione degli alleati in risalita dalla penisola e dai partigiani nelle strade. Due giovani uomini che non potrebbero essere più diversi per carattere, estrazione sociale e frequentazioni, vivono la sciagura bellica dedicando le loro energie ai rispettivi gruppi, una squadra fascista e un cenacolo di artisti omosessuali. L’incontro-scontro tra i due rivela le rispettive debolezze e obbliga alla fuga il più battagliero. La sua cattura da parte di un gruppo partigiano sulle Alpi lascia temere il peggio. Tra colpi di scena, personaggi che hanno realmente terrorizzato la storia bellica meneghina e pulsioni affettive lontane dagli schemi canonici dell’epoca, queste pagine raccontano una realtà affrontata raramente nella storia della Resistenza italiana.

Durante la presentazione dell’opera letteraria sarà proiettato il cortometraggio “Contatto forzato” di Daniele Sartori. Il film, di imminente pubblicazione su piattaforma Vimeo il prossimo 25 aprile, narra la vicenda di due soldati, un italiano e un tedesco, catturati dai partigiani sul finire della Seconda guerra mondiale. La storia si snoda all’interno di un centro di riconoscimento di prigionieri di guerra dove il tenente Antonio Graziani (Alberto Onofrietti) è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il soldato Hagermann (Diego Facciotti), catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità.

Devis Gentilini e Nicola Levorato dialogheranno con gli autori.

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Il libro “Farà nebbia” di Stefano Paolo Giussani e il corto pluripremiato “Contatto forzato” di Daniele Sartori saranno presentati mercoledì 20 aprile alle ore 21 presso il Cassero LGBT Center di Bologna. Per ulteriori info consultare il sito ufficiale http://www.cassero.it

CONTATTO FORZATO - FORCED CONTACT - MACON FILM FESTIVALLINK

WEBSITE CASSERO BOLOGNA

FACEBOOK CASSERO BOLOGNA

WEBSITE CONTATTO FORZATO di DANIELE SARTORI

DANIELE SARTORI A LECCE PER IL SALENTO RAINBOW FILM FEST 2015

Dall’11 al 13 dicembre 2015 presso lo Spazio Manifatture Knos di Lecce si terrà la seconda edizione del Salento Rainbow Film Fest, rassegna cinematografica queer ideata dall’Associazione “LEA – Liberamente e Apertamente” e curata con la preziosa collaborazione di Giovanni Minerba, direttore del Festival di Torino TGLFF.

Sabato 12 dicembre alle ore 19.15 allo Spazio K, il regista Daniele Sartori dialogherà col pubblico e incontrerà la giornalista Alessandra Lupo. A seguire saranno proiettati “Contatto forzato”, film ambientato durante la Seconda guerra mondiale, vincitore al Macon Film Festival 2015 di due premi (Best LGBT Short & Best Cinematography) e i nuovi docu-shorts “Gloria Darling” e “Priscilla in Mykonos“, dedicati alle due drag queen italiane protagoniste assolute della queer island greca per eccellenza: Mykonos. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale del Festival: http://www.salentorainbowfilmfest.com

Recensione a cura del Critico cinematografico Vincenzo Patanè: “In Contatto forzato Daniele Sartori evidenzia la sua non comune versatilità, che lo vede capace di affrontare con uguale piglio generi estremamente differenti fra di loro, e soprattutto una sempre maggiore efficacia, frutto anche di una piena padronanza di sé e dei propri mezzi espressivi. Il corto racconta di due soldati fascisti, imprigionati dai partigiani nei giorni precedenti la liberazione, nell’aprile 1945: il tenente Antonio Graziani (Alberto Onofrietti), comandante di una brigata, e il soldato altoatesino Detlef Hagermann (Diego Facciotti). I due vengono portati in una stalla, bendati e legati saldamente assieme da corde strette e opprimenti che li obbligano a una vicinanza coatta. L’arma vincente del film è l’ambiguità di una sceneggiatura calibrata e senza sbavature e di un team di persone in stato di grazia – in primis il supervisore artistico Ivan Stefanutti, il direttore della fotografia Flavio Zattera e la musicista Marina Penzo – che fanno di questo racconto un gioiello, curato in ogni particolare e denso di significato. Un significato che si esalta soprattutto nel rapporto profondo e autentico che si viene a creare fra i due protagonisti, legati – non a caso la corda è un elemento visivo costante, dalle evidenti valenze simboliche – da un senso di complicità e di umana pietas, che permette di attenuare il dolore e lo scoramento. Pur accomunati dal caso, i due protagonisti – ritratti in più occasioni in pose sensuali, di plastica bellezza, ravvivata da una luce caravaggesca – trovano infatti assieme il coraggio per superare quel momento tremendo; merito delle parole ma anche del contatto fisico perché talora, grazie ad esso, anche se “forzato”, tocchiamo un angelo, destinato magari ad aiutarci nella nostra risalita”

SALENTO RAINBOW FILM FEST Website

“CONTATTO FORZATO” Website

DOCU-SHORTS “GLORIA DARLING” & “PRISCILLA IN MYKONOS”

“Si tratta di due corti nati e cresciuti a Mykonos, due work in progress sviluppati durante la mia permanenza sull’isoladice Daniele SartoriHo raccolto tantissimo materiale, indipendentemente dal suo utilizzo. In passato ho lavorato con artisti drag per il Queer Lion, il Padova Pride Village, nel film Doris Ortiz e in What about Alice. Molti di loro sono ragazzi artisticamente davvero seri e preparati. Le drag queen sono i classici della queer culture e Mykonos è da sempre un riferimento. Lì, ho incontrato i due performer più talentuosi: Gloria Darling e Priscilla. Due interpreti italiani stilisticamente agli antipodi ma accomunati da talento e da qualcosa di veramente interessante da raccontare, sia artisticamente che umanamente parlando”

XIII° FLORENCE QUEER FESTIVAL: PRISCILLA E GLORIA DARLING DA MYKONOS A FIRENZE

Tra le sorprese dalla tredicesima edizione del Florence Queer Festival, dall’11 al 17 novembre 2015 al Cinema Odeon di Firenze, segnaliamo i due video ritratti firmati da Daniele Sartori dedicati a Priscilla e Gloria Darling. Il programma della rassegna cinematografica diretta da Roberta Vannucci e Bruno Casini comprenderà infatti due cortometraggi sulle drag italiane protagoniste assolute della party island queer per eccellenza: Mykonos.

“Si tratta di due corti nati e cresciuti a Mykonos, due work in progress sviluppati durante la mia permanenza sull’isola. Ho raccolto tantissimo materiale, indipendentemente dal suo utilizzo – dice Sartori – In passato ho lavorato con artisti drag per il Queer Lion, il Padova Pride Village, nel film Doris Ortiz e in What about Alice. Molti di loro sono ragazzi artisticamente davvero seri, preparati, che vanno sostenuti. Le drag queen sono i classici della queer culture e Mykonos è da sempre un riferimento. Lì, ho incontrato i due performer più talentuosi: Gloria Darling e Priscilla. Due interpreti italiani stilisticamente agli antipodi ma accomunati da talento e da qualcosa di veramente interessante da raccontare, sia artisticamente che umanamente parlando”.

I due cortometraggi saranno presentati al Florence Queer Festival domenica 15 novembre, ore 21 al Cinema Odeon di Firenze, alla presenza del Regista ed eccezionalmente di Priscilla e Gloria Darling. Per info e aggiornamenti consultare il sito ufficiale del Festival.

 

Florence Queer FestivalPOSTER PRISCILLA

POSTER GLORIA DARLING

SITO UFFICIALE FLORENCE QUEER FESTIVAL

SITO UFFICIALE CINEMA ODEON FIRENZE

DUE AWARDS PER “CONTATTO FORZATO” DI DANIELE SARTORI AL MACON FILM FESTIVAL 2015

Contatto forzato” scritto e diretto dal Regista Daniele Sartori ha vinto il premio come miglior corto queer e il premio all’eccellenza per la fotografia, di Flavio Zattera, al Macon Film Festival che si è svolto in Georgia (USA) dal 16 al 19 luglio 2015.

Macon Winner Best LGBT

OFFICIAL WEBSITE MACON FILM FESTIVAL

OFFICIAL WEBSITE CONTATTO FORZATO

CONTATTO FORZATO DIRECTED BY DANIELE SARTORI: MAY 2015 FILM FESTIVAL OFFICIAL SELECTIONS

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OFFICIAL SELECTION RIFF – ROME INDEPENDENT FILM FESTIVAL 2015 SECTION INDIE FILM CHANNEL

CONTATTO FORZATO OFFICIAL SELECTION KASHISH MUMBAI FESTIVAL 2015

OFFICIAL SELECTION KASHISH MUMBAI 2015 IN COMPETITION BEST SHORT FILM AWARD

CONTATTO FORZATO OFFICIAL SELECTION VIDEOCONCORSO PASINETTI 2015

OFFICIAL SELECTION VIDEOCONCORSO PASINETTI 2015 COMPETITION BEST SHORT AWARD

CONTATTO FORZATO OFFICIAL SELECTION MACON FILM FESTIVAL 2015

OFFICIAL SELECTION MACON FILM FESTIVAL 2015 IN COMPETITION BEST SHORT AWARD

Venezia,maggio 2010. Backstage e riprese del cortometraggio L'appuntamento regia di Daniele Sartori©MartaBuso

OFFICIAL SELECTION KASHISH MUMBAI 2015 OUT OF COMPETITION

DANIELE SARTORI AL 6th KASHISH MUMBAI INTERNATIONAL QUEER FILM FESTIVAL CON “CONTATTO FORZATO” E “L’APPUNTAMENTO”

L’edizione 2015 del Kashish Mumbai International Queer Film Festival, il più importante evento queer cinematografico del sud Asia, vedrà tra i protagonisti della sezione cortometraggi il Regista Daniele Sartori. L’Artista veneziano presenterà “Contatto forzato”, già selezionato in numerosi festival tra cui il 30° TGLFF di Torino, il Florence Queer Festival, il RIFF Awards di Roma, e il pluripremiato “L’Appuntamento”, film vincitore di sei riconoscimenti a Omovies di Napoli nel 2010. Due anni dopo, per la distribuzione internazionale tra cui Cina e Russia, venne rilasciata una versione Director’s cut che permise al video di partecipare a numerosi altri festival e rassegne in tutto il mondo.

KASHISH MUBAI 2015In “Contatto forzato” la Seconda Guerra Mondiale è appena terminata e al centro di riconoscimento dei prigionieri di guerra, il tenente Antonio Graziani è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il tedesco Detlef Hagermann, catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa segreta da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità. Oltre ai due bravissimi protagonisti, Alberto Onofrietti e Diego Facciotti, fanno parte del cast Roger Mazzeo, Andrea Pizzalis, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon, Davide Strava e Guido Laurjni. Ne “L’Appuntamento” invece, Francesco, reso fragile dalla scoperta del tradimento della fidanzata, è ossessionato dalla curiosità di incontrare il suo rivale. Entrambi credono d’essere sconosciuti l’uno all’altro, ma si sbagliano. Il ragazzo arriverà alla resa dei conti col suo avversario confessando ciò che lo tormenta a qualcuno che si rivelerà essere non solo uno psicologo. Leonardo Santini, Tommaso Minniti ed Eleonora Bolla sono gli interpreti di questo racconto girato interamente nello splendido Palazzo Padadopoli a Venezia.

L’Appuntamento – dice Sartori – è una storia sui confini labili ed ambigui dell’emotività. Racconta di sentimenti forti ma sfumati facilmente confondibili tra loro. Talvolta ciò che ferisce può diventare desiderabile ed affascinante. Saper ascoltare quello che l’altro non ha il coraggio di dire, spesso è il segreto per viaggiare in quel territorio emotivo di confine che molti avvertono nel loro animo ma che lasciano inesplorato per il timore del non ritorno”. Il Critico Cinematografico Vincenzo Patanè scrive “L’ambiguità di Contatto forzato è l’arma vincente di una sceneggiatura calibrata e senza sbavature che fanno di questo corto un gioiello, curato in ogni particolare e denso di significato”. In entrambi i film hanno collaborato alla Direzione Artistica il Regista Ivan Stefanutti, il Direttore della Fotografia Flavio Zattera (vincitore di due premi per la migliore fotografia), Marina Penzo per le colonne sonore ed Enrico Lenarduzzi al suono.

Short Film LOCANDINA CONTATTO FORZATO REGIA DANIELE SARTORI

KASHISH POSTERKASHISH MUMBAI CONTATTO FORZATO

WEBSITE KASHISH MUMBAI INTERNATIONAL QUEER FILM FESTIVAL

WEBSITE L’APPUNTAMENTO

WEBSITE CONTATTO FORZATO

30° TGLFF: IL CORTOMETRAGGIO “CONTATTO FORZATO” DEL REGISTA DANIELE SARTORI A TORINO

Il cortometraggio “Contatto forzato”, scritto e diretto da Daniele Sartori, sarà presentato al prossimo Torino Gay & Lesbian Film Festival. Il 30° TGLFF, che si è consolidato come un punto di riferimento irrinunciabile per il panorama cinematografico nazionale e internazionale, si svolgerà come di consueto presso al Multisala Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema di Torino, dal 20 aprile al 4 maggio 2015, con una formula innovativa, “30/30/30”, pensata appositamente per l’anniversario di quest’anno: 30 lungometraggi, 30 cortometraggi e 30 eventi extra. Parallelamente, si svolgerà la sesta edizione di A qualcuno piace libro,l’appuntamento letterario del TGLFF, ospitato dal Circolo dei Lettori durante i giorni del festival.

CONTATTO FORZATO TGLFF“Contatto forzato” narra la vicenda di due soldati catturati dai partigiani sul finire della Seconda guerra mondiale. La storia si snoda all’interno di un centro di riconoscimento di prigionieri di guerra dove il tenente Graziani è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il soldato Hagermann, catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità.

CONTATTO FORZATO CORTOMETRAGGIO REGIA DANIELE SARTORI DIEGO FACCIOTTICONTATTO FORZATO ALBERTO ONOFRIETTICONTATTO FORZATO REGIA DANIELE SARTORI ROGER MAZZEONel puzzle che compone il quadro narrativo – dice Sartori – ho volutamente tolto un tassello per lasciare più libertà d’interpretazione allo spettatore. Il finale si può quindi leggere in numerosi modi, compreso quello queer.” Oltre ai protagonisti Alberto Onofrietti e Diego Facciotti, fanno parte del cast Roger Mazzeo, Andrea Pizzalis, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon, Davide Strava e Guido Laurjni. Hanno affiancato Sartori, il Regista Ivan Stefanutti, il Direttore della Fotografia Flavio Zattera, il Fonico Enrico Lenarduzzi, Anna Lazzarini, Mauro Tuveri, Cristina Morello, Damiano Bertazzo, Remo Buosi, Massimiliano Giunta, Studio Magoga, Equipe Sartoria Storica di Ferrara e Marina Penzo che ha composto la suggestiva colonna sonora. La proiezione di “Contatto forzato” a Torino è prevista per domenica 3 maggio 2015, alle ore 14.30, presso il Multisala Cinema Massimo, sala 3.

CONTATTO FORZATO DANIELE SARTORICONTATTO FORZATO DANIELE SARTORI ANDREA PIZZALIS

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Recensione a cura del Critico Cinematografico Vincenzo Patanè

In “Contatto forzato” Daniele Sartori evidenzia la sua non comune versatilità che lo vede capace di affrontare con uguale piglio generi estremamente differenti fra di loro, e soprattutto una sempre maggiore efficacia, frutto anche di una piena padronanza di sé e dei propri mezzi espressivi. Il corto, lungo 20’, racconta di due soldati fascisti, imprigionati dai partigiani nei giorni precedenti la liberazione, nell’aprile 1945: il tenente Antonio Graziani (Alberto Onofrietti), comandante di una brigata, e il soldato altoatesino Detlef Hagermann (Diego Facciotti). I due vengono portati in una stalla, bendati e legati saldamente assieme da corde strette e opprimenti; obbligati a quella vicinanza coatta, Antonio e Detlef vivono con ansia e dolore fisico quel momento tremendo che stanno vivendo, chiedendosi se mai esisterà per loro un futuro, non foss’altro per salutare i propri cari. In tutto ciò, si danno reciprocamente la parola d’onore che, se liberi, nessuno saprà mai di quella mortificante situazione sopportata. Ma, alcuni giorni dopo, nel centro di riconoscimento dei prigionieri di guerra, Detlef dovrà decidere se rispettare quella parola data per evitare che Antonio sia fucilato. Contatto forzato non è un film di guerra; quest’ultima rimane anzi volutamente ai margini del discorso, relegata tutt’al più nel livore, nella rabbia e nel cinismo di alcuni personaggi, in questo caso partigiani (ma il corto non assume connotazioni ideologiche, anzi si capisce bene come al momento opportuno vincitori e vinti, con ruoli rovesciati, si comporterebbero in maniera analoga, la guerra purtroppo funziona così…). Sartori, autore anche del soggetto e della sceneggiatura, preferisce invece mettere a fuoco un anfratto nascosto della guerra, un minuscolo ma significativo interstizio della storia, uno dei tanti poi inghiottiti e annullati da quella ufficiale. Così il discorso dall’azione si sposta sul piano psicologico, su un’acuta introspezione dei protagonisti.

Il film si svolge, attraverso un montaggio aritmico, in due location, intervallate ogni tanto dalla visione di aspre montagne, che ricordano simbolicamente la durezza della guerra. Nella prima – una stalla claustrofobica, caratterizzata da una luce radente e da colori cupi e freddi, che diventano man mano più scuri – domina un senso di palpabile fisicità, venata del bisogno di conoscenza reciproca (espressa da frasi come “avvicìnati” o “come è il tuo volto?”) nonché di calore umano. Ma a fare da protagonista è soprattutto la paura, che “unisce le persone” e che attanaglia i due, i quali, scambiandosi alternatamente i ruoli, vedono l’uno consolare l’altro nei momenti di debolezza. Il secondo luogo – uno stanzone dove i prigionieri devono dichiarare le proprie generalità a un ufficiale inglese – è più luminoso, quasi a configurare che la paura lascerà finalmente il posto alla catarsi. Qui il gioco gira tutto attorno a quella “parola data” che non bisogna trasgredire. Perché quel giuramento? Lo spettatore – intrappolato in una voluta ambiguità, sottolineata da una musica tesa e dal finale che si chiude inaspettatamente e perciò quanto mai aperto – può solo formulare delle ipotesi, visto che non ci è dato di sapere cosa sia accaduto fra i due momenti narrati. Un buco narrativo che fa sì che ognuno possa colmare come meglio crede quella tessera di puzzle che manca. Ogni ipotesi va dunque bene per giustificare quel giuramento: il voler scotomizzare, o almeno non renderla pubblica, la vergogna per una situazione quanto mai umiliante o ancor più l’onta, insopportabile per un comandante di una brigata fascista, di aver pianto come un bambino pensando alla probabile, imminente morte (cosa che infrange contemporaneamente il mito del maschio e del fascismo). Ma può essere anche altro: il non voler che si sappia il piacere provato per un contatto fisico, obbligato sì ma anche gradevole e talora cercato dai due, se non addirittura qualcos’altro che potrebbe essere accaduto (come un bacio, peraltro naturale, vista la vicinanza delle due bocche).

Quest’ambiguità, questo “non detto”, è l’arma vincente di una sceneggiatura calibrata e senza sbavature e di un team di persone in stato di grazia – in primis il supervisore artistico Ivan Stefanutti, il direttore della fotografia Flavio Zattera e la musicista Marina Penzo – che fanno di questo corto un gioiello, curato in ogni particolare e denso di significato. Un significato che si esalta soprattutto nel rapporto profondo e autentico che si viene a creare fra i due protagonisti, legati – non a caso la corda è un elemento visivo costante, dalle evidenti valenze simboliche – da un senso di complicità e di umana pietas, che permette di attenuare il dolore e lo scoramento. Pur accomunati dal caso, i due protagonisti – ritratti in più occasioni in pose sensuali, di plastica bellezza, ravvivata da una luce caravaggesca – trovano infatti assieme il coraggio per superare quel momento tremendo; merito delle parole ma anche del contatto fisico perché talora, grazie ad esso, anche se “forzato”, tocchiamo un angelo, destinato magari ad aiutarci nella nostra risalita. Vincenzo Patanè.

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