IL REGISTA DANIELE SARTORI REALIZZA IL VIDEOCLIP “L’ESTATE MIGLIORE CHE C’E'” DI CRISTINA D’AVENA

Da poche settimane è stato pubblicato il nuovo singolo di Cristina D’Avena “L’estate migliore che c’è” scelto come sigla della 10° edizione del Padova Pride Village. La Direzione, capitanata dell’On. Alessandro Zan, ha affidato al Regista Daniele Sartori la realizzazione del videoclip che accompagna il brano.

Si tratta di un “video d’autore” i cui lavori sono stati varie volte riconosciuti nel circuito dei festival di cinema indipendente nazionale e internazionale. Questo è il terzo videoclip realizzato dal regista per la manifestazione LGBT più importante d’Italia e per l’occasione è tornato con un’immagine che gioca sui contrasti.

Ci sono numerose contrapposizioni – spiega Sartori – Cristina D’Avena è un icona dalle caratteristiche inconfondibili, forti, e individuare un immagine altrettanto interessante da accostarle non è stata un’operazione semplice

Per celebrare il decimo anno del PPV, il video è stato girato in 4K, in una sola giornata all’interno della discoteca Skylight, da una troupe d’eccellenza, tra cui il Direttore della fotografia Lorenzo Pezzano. Per la post produzione i creativi di Studio Magoga sono intervenuti nella colorazione, con flares digitali e creando un’isola virtuale in 3D a chiusura dell’intero brano.

Credo che le cose più interessanti nascano dai contrasti – spiega il regista – Ciò che generalmente colpisce è, per esempio, un accostamento azzardato, insolito. Gli spot TV più riusciti di questa stagione si basano proprio su questo. Citare un’immagine tipica di un filone musicale completamente opposto a quello a cui Cristina ci ha da sempre abituati, e giocare con questa contrapposizione, è parsa al nostro team di creativi una cosa piuttosto particolare, non banale”L’effetto spiazzante avviene grazie alla dicotomia tra musica e video – continua Sartori – Vedere un playback di personaggi principalmente maschili, che citano movenze e look rock, in un brano dance cantato da una voce femminile, di per se è strano. Sentire un’inconfondibile Cristina D’Avena interpretata da un cast che gioca con chitarre e batteria a fare la Metal-Band è certamente inusuale. Lo stesso blocco esterno nell’isola è in contrasto con l’atmosfera dark degli interni, ma si incastrano tra loro immaginando gli animatori al mare dopo aver trascorso una nottata a scatenarsi – conclude Sartori – Insomma abbiamo optato per un tipo di video che risultasse il meno scontato possibile. Per l’estate migliore che c’è, spesso basta anche una sola serata indimenticabile per rendere unica un’intera stagione della propria vita

Si ringraziano l’On. Alessandro Zan, Federico Illesi e Claudio Malfitano, l’intera Direzione del Padova Pride Village, Cristina D’Avena e il suo Managment, il Direttore Artirstico della manifestazione Lorenzo Bosio, il Cast del PPV, i Responsabili della  comunicazione, i creativi e la troupe che hanno affiancato Daniele Sartori.

“PRINCIPE MAURICE #TRIBUTE” – RECENSIONE DEL CRITICO CINEMATOGRAFICO VINCENZO PATANE’

“Al suo sesto film – Principe Maurice #Tribute – Daniele Sartori stupisce ancora, con un prodotto del tutto differente dai precedenti, mostrando così di saper spaziare con abilità da un genere all’altro, grazie a una poliedricità certo non comune. Stavolta il regista veneziano si è cimentato con un documentario, un mediometraggio di cinquanta minuti, giocando con la struttura tipica del genere – interviste alternate a spezzoni di immagini – per caricarla però di una insolita forza visiva e di un messaggio tutt’altro che banale. Merito suo ma anche del protagonista del doc: il Principe Maurice Agosti, per il quale non è facile trovare un’etichetta: attore, cantante, performer, regista, organizzatore di eventi e tanto altro. Attorno agli anni Novanta, Maurice decise di abbandonare la vecchia vita per provare qualcosa di totalmente nuovo che, almeno qui da noi in Italia, non trova riscontri. Grazie alla lungimiranza di alcune persone (evidentemente dagli orizzonti dilatati) che gli hanno dato carta bianca, ha potuto esprimersi al meglio, in totale libertà. Ha così inventato ex nihilo il “teatro notturno” presso la discoteca Cocoricò di Riccione e poi al Plastic di Milano, ravvivando le nottate con azioni originalissime, sorta di cabaret dall’indubbio spessore culturale e dal sapore queer e talvolta camp. In seguito, ha iniziato a collaborare al Carnevale di Venezia, diventandone Gran Cerimoniere e creando eventi che hanno trovato il proprio corifeo nella figura carismatica ed emblematica di Giacomo Casanova.

PRINCIPE MAURICE / DANIELE SARTORIIl doc si struttura su due binari, strettamente interrelati. Da un lato Sartori, con l’intervista a Maurice, solo apparentemente distaccata, scava nella personalità ricca e sfaccettata dell’uomo; vengono così ricordati il suo background culturale e i suoi grandi amori, da Grace Jones al suo dolce compagno veneziano, purtroppo scomparso.

Nello stesso tempo, il discorso è impreziosito da alcune performance, nelle quali Maurice canta e recita – con costumi quanto mai indovinati e non di rado provocatori – affascinando lo spettatore. Sartori, anche grazie alle parole di Maurice, riesce così a far capire quanta energia, mentale prima che fisica, vi sia dietro. Maurice fonde infatti, con un mélange calibrato ma personalissimo, numerose fonti: musica classica (barocca, in particolare), arte, teatro, letteratura (a cominciare dal Futurismo, il cui manifesto si impone ex abrupto nella prima scena), canzoni raffinate (dalla Piaf a Sinatra, dalla Dietrich a Bowie), il trasformismo e la duttilità di Klaus Nomi e di Lindsay Kemp.

Il doc – meritorio già a monte per una scelta così azzeccata (mai nessuno aveva raccontato questo personaggio così originale) – è accattivante quanto denso. Con un gusto un po’ pop un po’ gotico (in omaggio a un filone dark presente da sempre nelle azioni teatrali di Maurice), tutto funziona perfettamente: fotografia, musica, immagini (talora volutamente distorte, per connotare in maniera più incisiva il contesto) che danno il meglio nelle scene che riecheggiano Klaus Nomi, quelle che più sanno imporsi con forza allo spettatore. Intensa, raffinata, curatissima, così è l’opera di Daniele Sartori” . Vincenzo Patanè

PRINCIPE MAURICE / DANIELE SARTORI

OFFICIAL TUMBLER PRINCIPE MAURICE #TRIBUTE